“Il lago perduto”, memoria viva di una comunità
Alle Ghiacciaie di Cazzago Brabbia la mostra fotografica di Mario Chiodetti. Immagini e ricordi per raccontare il lago e omaggiare il giovane pescatore Daniele Bossi scomparso nel 2019
“Il lago perduto” è il titolo della mostra fotografica di Mario Chiodetti che sarà inaugurata giovedì 14 maggio alle ore 17 e 30 alle Ghiacciaie di Cazzago Brabbia. Un appuntamento che si propone come un momento di riflessione e memoria collettiva, capace di raccontare attraverso le immagini un mondo che lentamente sta scomparendo: quello della comunità legata al lago e alle sue tradizioni.
(foto di Mario Chiodetti)
NON SEMPLICI FOTOGRAFIE
Gli scatti di Chiodetti non sono semplici fotografie, ma veri e propri documenti visivi che custodiscono un’identità culturale profonda. Il lago diventa così non solo paesaggio, ma luogo dell’anima, teatro di storie quotidiane, fatica e bellezza. La mostra si inserisce in un percorso di valorizzazione della memoria storica locale, con l’obiettivo di preservare un patrimonio umano e culturale che rischia di andare perduto. Particolarmente significativo è il ricordo dedicato a Daniele Bossi, giovane pescatore e simbolo di questa realtà.
Bossi era uno degli ultimi pescatori professionisti del lago di Varese, erede di una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione. La sua scomparsa, avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 dicembre 2019 proprio nelle acque del lago, ha rappresentato una ferita profonda per tutta la comunità. In lui si incarnava la speranza di continuità di un mestiere antico, fatto di sacrificio, conoscenza e legame indissolubile con la natura.
UN OMAGGIO A UNA CULTURA ANTICA
La mostra diventa quindi anche un omaggio a questa figura e, più in generale, a tutti coloro che hanno vissuto e vivono il lago come parte integrante della propria esistenza. Attraverso le immagini, emerge il valore di una cultura che non è solo lavoro, ma relazione con il territorio, con il tempo e con le stagioni. Organizzata dal Comune di Cazzago Brabbia con il patrocinio del Comune di Azzate, l’esposizione sarà visitabile anche nei giorni successivi secondo gli orari indicati. Un’occasione preziosa per riscoprire, attraverso l’arte fotografica, la memoria di un lago e delle persone che lo hanno reso vivo.
Da 60 anni pesco e parlo con Dio. Storia di una famiglia di pescatori
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