Cazzago Brabbia rende omaggio ai suoi pescatori: benemerenze civiche a Ernesto e Luigi Giorgetti
Il Comune ha conferito una benemerenza civica a due protagonisti della storia di Cazzago e del Lago di Varese: Luigi, detto il “Negus”, e Ernesto, scrittore oltre che pescatore
Due uomini, due storie diverse, ma intrecciate dallo stesso legame profondo con il Lago di Varese e con la comunità di Cazzago Brabbia. Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, su proposta della maggioranza, il Comune ha conferito la benemerenza civica a Ernesto Giorgetti (classe 1935) e Luigi Giorgetti, detto “Negus” (classe 1936): due figure storiche, testimoni di un mestiere antico e custodi di tradizioni che rischierebbero di perdersi senza la loro memoria attiva.
Due percorsi diversi, un’unica passione: il lago
Entrambi appartengono a quella generazione di pescatori professionisti che ha vissuto gli anni d’oro della pesca e ha resistito ai momenti più duri, come quelli legati all’inquinamento e al declino ambientale del lago.
Oggi, accanto a Gianfranco Zanetti di Bardello, sono tra gli ultimi rimasti a portare avanti un sapere fatto di gesti antichi, conoscenza delle acque e rispetto della natura.
Il “Negus”: un’icona vivente del lago
Luigi Giorgetti, per tutti “il Negus”, è un volto familiare a Cazzago: all’alba è già sulla riva, in ogni stagione. Con la sua bicicletta e la baracca dei pescatori, continua a sfilettare il pesce, a dare consigli, a raccontare storie.
Pescatore fin da ragazzino, ha vissuto l’epoca della pesca collettiva con il rierùn, quella delle notti senza luce orientate dalla luna, dei 30 quintali di tinche in un’unica uscita. Oggi, a 89 anni, è testimone e simbolo di una cultura profonda, di un rapporto intimo con il lago e di una vita spesa tra le sue acque.
Ernesto Giorgetti, la voce che racconta
Ernesto Giorgetti, “il Nesto”, pescatore e scrittore, ha trasformato la memoria in parole. Ha scritto diversi libri, romanzi e racconti che hanno il lago come sfondo e protagonista allo stesso tempo: da Quando dormono le case, nel quale ha raccolto racconti e poesie che restituiscono voci, volti, storie e atmosfere dei paesi che si affacciano sul lagoa Fonte, fuoco e fumo (con prefazione di Piero Chiara) fino a Confesso che ho pescato, una sorta di testamento letterario. Libri che raccontano il lago come luogo dell’anima, intrecciando il personale con il collettivo.
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