Tre anni fa il ponte Morandi, Uncem: “Su infrastrutture adottiamo il modello Genova”
«Ripartiamo dalla cucitura e dalla manutenzione delle opere esistenti. Dalle reti di strade delle zone montane e interne che rendono il Paese più unito, coeso e moderno» dice Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem
«Nel giorno dell’anniversario del crollo del Ponte Morandi il pensiero di Uncem con tutti i Sindaci e Amministratori dei Comuni montani italiani va alle vittime e alle famiglie distrutte da quella tragedia. Negli ultimi dieci anni, l’attenzione dei Comuni allo stato delle infrastrutture che attraversano i territori è sempre stato fortissimo. Sicurezza prima di tutto, di ponti, viadotti, gallerie in primis, e capacità della rete di essere capillare e a disposizione di tutti, anche delle zone interne e montane del Paese». Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem.
«Investire nel modo giusto vuol dire usare bene i 4,6 miliardi di euro di fondo perequativo infrastrutturale previsti dalla legge di bilancio 2021, fortemente chiesti da Uncem per garantire riequilibrio ed efficienza delle reti. Oppure investire bene 300 milioni di euro per le strade delle aree montane e interne del Fondo complementare al PNRR. Ancora, 1,9 miliardi di PNRR contro il dissesto idrogeologico. Ma attenzione perché il ‘modello Genova’ per la costruzione del ponte San Giorgio non è ripetibile. In nessun caso avremo mai architetti che regalano progetti esecutivi e gare per la costruzione tagliate nei tempi e nelle modalità. I procedimenti di progettazione, affidamento e gestione dei lavori in Italia sono lunghi e Uncem confida nelle semplificazioni, per piccole e grandi opere, che lo Stato metterà in campo per agevolare il sistema pubblico, gli Enti territoriali nel gestire bene opere pubbliche che con urgenza vanno realizzate anche grazie alle risorse che abbiamo dal Recovery Plan, che l’Europa ci presta. In primo luogo, potremmo togliere il vincolo ai Comuni di realizzare progetti solo se certo il finanziamento per la realizzazione dell’opera. Corte dei Conti oggi infatti blocca tutti i Comuni che si dotano di progetti esecutivi senza avere gli interventi finanziati. Le semplificazioni negli appalti vanno ulteriormente spinte non con deregulation e senza lasciare spazio a rischi di zone grigie. Nell’anniversario del crollo di Genova che ha segnato la storia del Paese, ripartiamo dalla cucitura e dalla manutenzione delle opere esistenti. Dalle reti di strade delle zone montane e interne che rendono il Paese più unito, coeso e moderno», conclude Bussone.
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