Coinger vota l’aumento di budget per la sede e il nuovo bando per la raccolta
L'affidamento del servizio di fornitura dei bidoni e della raccolta rifiuti slitterà di alcuni mesi, ad aprile 2022. Comuni divisi sull'aumento di budget per la futura sede

Un aumento di capitale e un nuovo bando (al rialzo) per la scelta dell’operatore che si occuperà del nuovo metodo di raccolta rifiuti. Sono le scelte approvate dall’assemblea dei soci di Coinger, in due sedute, l’ultima nella serata di giovedì.
Centrale era la questione del bando di affidamento per dare l’incarico all’operatore che si occuperà della raccolta, con il passaggio al sistema basato su tariffa puntuale di bacino (paghi solo per i rifiuti che produci, i quantitativi sono certificati dai bidoni e sacchi “tracciati” che verranno forniti ex novo). Ma si era anche votato l’aumento di budget, un passaggio “tecnico” e sostanziale, che è legato anche alla futura scelta della nuova sede, visto che Coinger dovrà abbandonare quella oggi in uso a Brunello e deve prevedere anche nuovi spazi per i materiali da distribuire ai cittadini.
Della sede nuova sede si parla da tempo ed erano state prese in considerazione diverse ipotesi tra cui la ex scuola di Castronno ( soluzione che ora pare accantonata), uno stabile a Crosio Della Valle su tre piani e uno a Jerago con Orago.
Lo stabile che verrà scelto dovrebbero ospitare, oltre agli uffici di Coinger, anche un ampio magazzino dove stoccare i nuovi bidoni e i sacchetti con con Rfid che verranno utilizzati quando partirà il nuovo sistema di raccolta rifiuti con tariffa di bacino.
Per la nuova sede l’investimento iniziale era di 900mila euro ma in assemblea si era votato un aumento di capitale di 500mila euro, consentendo di arrivare ad un milione e 400mila euro di disponibilità. Una cifra che ha sollevato perplessità tra i Comuni soci di Coinger, alcuni prossimi all’uscita dalla società: su ventidue Comuni si sono astenuti per l’aumento di capitale i Comuni di Azzate, Buguggiate, Mornago, Brunello e Gazzada Schianno, mentre voto contrario ha espresso la sola Carnago.
Fin qui l’aspetto finanziario. Resta poi da decidere dove saranno investiti questi soldi, se nella sede di Crosio della Valle o in quella di Jerago con Orago. «La scelta non era all’ordine del giorno nell’assemblea» chiarisce il presidente Coinger Fabrizio Taricco. Dovrà essere valutata in futuro considerando «le diverse caratteristiche ma anche le tempistiche di allestimento».
Il bando per il gestore del servizio di raccolta
Nella seduta di assemblea di giovedi si è deciso invece del bando per individuare una nuova società a cui dare l’incarico di conferire i rifiuti per i prossimi dieci anni.
«Il bando attualmente pubblicato viene ritirato, viene adeguata la base d’asta e verrà ripubblicato un nuovo bando», spiega ancora Taricco. La base d’asta viene innalzata «da 52 milioni a 55 milioni per nove anni». Una valutazione al rialzo del valore dell’affidamento, fatta per una ragione precisa: «Abbiamo dovuto fare un’analisi verificando i costi legati all’aumento delle materie prime». Il tema delle materie prime è molto rilevante, anche se nel quadro mondiale attuale sembra esserci anche una componente di speculazione. Nel caso di Coinger provocherebbe un aggravio per la realizzazione dei bidoni da fornire nuovi ai cittadini e soprattutto per i costi dei mezzi da impiegare per la raccolta.
Ovviamentela cifra di 55 milioni è la base d’asta: l’offerta per aggiudicarsi l’appalto potrebbe essere ribassata anche di molto.
Alcuni sindaci però temono che l’aggravio di costi possa produrre poi un aumento della tariffa a carico dei cittadini.
È emersa anche una possibile “contromisura” per assorbire in parte l’aumento: nelle casse di Coinger c’è un milione e mezzo di euro che gli amministratori oggi vorrebbero tenere a garanzie delle banche, nel caso di richiesta di finanziamenti.
La proposta del sindaco di Buguggiate, Matteo Sambo, invece, è quella di investire una parte di questa cifra per calmierare le tariffe e rendere più leggere le “bollette” che i cittadini dovranno saldare, almeno in una prima fase. Ipotesi che resta sul piatto.
Nel frattempo è però certo che il ritiro del bando e la ripubblicazione provocherà un seppur limitato rinvio dell’affidamento: «Dovremo slittare di qualche mese. A questo punto dovremmo affidare ai primi di aprile», quantifica Taricco.
La previsione iniziale era invece un affidamento entro inizio 2022, per poter attuare un anno di sperimentazione e arrivare a inizio 2023 all’attivazione effettiva della tariffa puntuale di bacino.
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