L’impresa di Andrea, da Angera a Capo Nord in bici
Un'avventura lunga 4.000 chilometri attraverso gli spettacolari scenari dell'Europa in ricordo di una persona speciale
Da Angera a Capo Nord in bicicletta. 4.000 chilometri di strada, tra le salite della Svizzera, attraverso le distese della Germania fino alle foreste e ai laghi della Scandinavia. Un’impresa lunga 33 giorni, che l’angerese Andrea Alessandrini ha portato a termine il 31 luglio per mettersi alla prova, ma anche in ricordo di sua cugina, scomparsa a causa di una malattia.
Il viaggio
L’avventura di Andrea è cominciata ad Angera. Da qui ha risalito tutta la costa del Lago Maggiore fino a Zenna, dopodiché è entrato in Svizzera. Qui Andrea ha affrontato la salita del San Gottardo, è arrivato a Zurigo ed è proseguito in Germania. A Lubecca, nel nord della Germania, Andrea ha condiviso parte del viaggio con alcuni suoi amici che si trovavano lì, per poi raggiungere la Danimarca e fare tappa a Copenhagen. Dopo aver superato il mare in nave, Andrea ha attraversato la Svezia e le sue meravigliose foreste, è entrato nel circolo polare artico e ha raggiunto la Lapponia (in Finlandia). Da qui è cominciato l’ultimo tratto verso la Norvegia e fino a Capo Nord. Andrea è riuscito a raggiungere la meta il 31 luglio, l’ultimo giorno dell’anno in cui è possibile vedere il Sole di mezzanotte.

È stato un viaggio duro (ogni giorno Andrea percorreva una media di 120-130 chilometri), ma anche ricco di soddisfazioni e di esperienze uniche. «È stato il viaggio in bicicletta più lungo che abbia mai affrontato – racconta Andrea -. L’arrivo a Capo Nord mi ha lasciato senza parole, una grande emozione. Arrivare in Lapponia è stata una bella soddisfazione e per la prima volta ho visto le renne così da vicino. Sono riuscito a fare il bagno nel Mar Baltico e nei fiumi della Finlandia, ovviamente con tanto di sauna subito dopo».
«In Germania fino a Brema – aggiunge Andrea – le strade sono spettacolari per i ciclisti. Le piste ciclabili sono ovunque. La situazione migliore l’ho trovata a Würzburg, dove esiste un ampio sistema di ciclabili che costeggia il fiume Meno. Anche a Copenhagen ho trovato moltissime piste ciclabili. Inoltre, per tutta la prima parte del viaggio è stato facile trovare da mangiare e da dormire. Quando però sono arrivato in Danimarca e in Scandinavia, i prezzi del cibo sono aumentati di molto, ed è diventato più difficile trovare posti dove trascorrere la notte».
Un’impresa dedicata a chi non c’è più
Andrea ha deciso di partire per mettersi alla prova, sperimentare un’esperienza diversa, ma anche ricordare una persona vicina a lui purtroppo scomparsa. «Mia cugina – spiega Andrea – aveva scritto un libro di fiabe, ma una malattia l’ha portata via. È a lei che ho voluto dedicare questo viaggio, e il suo libro è stato il motivo per cui ho percorso la Strada delle fiabe, che attraversa la Germania».

I prossimi progetti
«In futuro – racconta Andrea – mi piacerebbe tornare in Nepal e in Sudamerica, e organizzarvi altri giri di lunga durata. Per ora, però, mi sto concentrando sull’avviare una carriera come guida e accompagnatore turistico. Ho già affrontato diversi viaggi e gestisco il blog TravelsBeer, ricco di itinerari e consigli per viaggi Europa, Africa, Asia e Americhe».
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