A Varese una cerimonia per ricordare la figura di Francesco Daverio
Si è tenuta la mattina di giovedì 9 febbraio presso l’Istituto “F. Daverio” una cerimonia per ricordare il martire varesino caduto il 3 Giugno 1849 per difendere la Repubblica Romana di mazziniana memoria, che proprio il 9 febbraio di quell’anno nasceva per sollevazione popolare
Si è tenuta la mattina di giovedì 9 febbraio presso l’Istituto “F. Daverio” di Varese una cerimonia per ricordare la figura di Francesco Daverio, martire varesino caduto il 3 Giugno 1849 per difendere la Repubblica Romana di mazziniana memoria, che proprio il 9 febbraio di quell’anno nasceva per sollevazione popolare.
Sarebbe vissuta per soli cinque mesi, ma ci avrebbe lasciato in eredità la Costituzione della Repubblica Romana, approvata e pubblicata il 3 luglio 1849, un giorno prima che le truppe francesi, guidate dal Generale Oudinot penetrassero in Roma e
restaurassero il potere temporale di Pio IX. L’importanza di questo documento risiede soprattutto nel fatto che i suoi principi fondanti stanno alla base di gran parte anche della nostra Costituzione Repubblicana entrata in vigore 75 anni fa, il 1° gennaio 1948.
Erano presenti a questo momento rievocativo, tenutosi grazie alla disponibilità sempre dimostrata da parte della Dirigente Scolastica Dott.ssa Nicoletta Pizzato, una rappresentanza di allievi della scuola guidati dai loro insegnanti, il Presidente dell’Associazione Mazziniana varesina Leonardo Tomassoni, la Vicepresidente Doriana Gudici con Carlo Manzoni e Piero Zuccato unitamente all’Assessore ai Servizi Educativi del Comune di Varese Rossella Di Maggio, costantemente disponibile a dare il proprio apporto nell’opera di sensibilizzazione etica degli studenti varesini.
Gli interventi che si sono susseguiti hanno messo in rilievo l’importanza di mantenere vivo il ricordo di chi ha dato un contributo essenziale alla nascita dello Stato italiano, con particolare riguardo a quelle figure, come Giuseppe Mazzini, che si sono battute per tutta la vita per degli ideali che ancora oggi stanno a rappresentare un percorso sempre vivido e attuale di tensione verso una democrazia sempre più partecipata e una giustizia sociale sempre più condivisa
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