Nelle scuole di Malnate si celebra la “Festa dei popoli”
L’iniziativa è stata condivisa da tutti i plessi l’istituto comprensivo con varie attività
Conoscere altre culture, quelle che ogni giorni sono presenti tra i banchi e nelle aule scuole di Malnate, e farle condividerle con orgoglio. È questo il messaggio che l’Istituto Comprensivo “Iqbal Masih” ha voluto mandare celebrando – giovedì 18 maggio – la “Festa dei Popoli”.
Ogni plesso malnatese, dalle scuole dell’infanzia fino alla secondaria inferiore, si sono preparati nelle scorse settimane e oggi hanno svolto delle lezioni speciali di inclusione e conoscenza di altre culture, le stesse rappresentate dai tanti bambini stranieri o di seconda generazione che fanno parte integrante del tessuto scolastico malnatese.
La responsabile del progetto è stata la professoressa Aurora Lanzi, docente alle medie “Sauro”, dove si sono svolte le attività più complesse e ramificate. «Questa iniziativa è nata viste le tante provenienze dei ragazzi – spiega la docente -. Abbiamo pensato a qualcosa che potesse mettere in gioco e scoprire culture diverse. Sono contenta del risultato perché penso possa essere utile per tutti, anche per noi docenti, mostrare con orgoglio a ogni studente le diverse tradizioni».

«Per organizzare questo evento – prosegue la prof Lanzi -, serviva lavorare su più fronti. La festa si è quindi sviluppata su tutto l’istituto per far conoscere a ogni fascia di età le altre culture, soprattutto dai più piccoli. Ogni plesso ha sviluppato l’idea in maniera differente; alle medie i ragazzi si sono mossi su tre poli: porticato, aula magna e palestra, anche perché la giornata nuvolosa ci ha rovinato un po’ i piani. C’è chi ha fatto disegni a terra e attività artistiche riprendendo le arti di diverse provenienze; in palestra stanno creando dei Tiktok con balli da tutto il mondo; in aula magna c’è uno spazio espositivo con cartelloni e modellini creati dai ragazzi, oltre a oggetto tipici portati dagli stessi alunni. Abbiamo anche proiettato le attività create dai ragazzi. Tutto il progetto è stato sviluppato anche con strumenti tecnologici specifici, come Canva e altre app di ultima generazione».
«Tutti gli studenti – conclude la professoressa Lanzi – si sono sentiti molto coinvolti e i protagonisti sono stati orgogliosi di far vedere agli altri le proprie origini. Crediamo sia molto importante trattare i temi dell’inclusione e dell’accettazione dell’altro».
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