BIM e digitalizzazione per la Pubblica Amministrazione
Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti, a partire da luglio sarà possibile assistere a tutta una serie di novità riguardanti il settore della pubblica amministrazione
Con l’entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti, a partire da luglio sarà possibile assistere a tutta una serie di novità riguardanti il settore della pubblica amministrazione. Tra queste, rientra a pieno titolo il processo di digitalizzazione delle procedure che assumerà un ruolo centrale e importantissimo, specialmente per quanto concerne l’introduzione della metodologia BIM.
Infatti, con l’arrivo di questo sistema, già dal 1° gennaio 2025, tutti i progetti dal valore complessivo pari o superiore al milione di euro dovranno essere obbligatoriamente redatti avvalendosi del BIM. Una procedura che sottolinea ulteriormente l’importanza legata alla gestione digitalizzata dei dati e delle documentazioni.
Ma che cos’è il BIM?
Continuando con la lettura sarà possibile scoprire a cosa si fa riferimento.
Che cos’è il BIM
BIM è l’acronimo di Building Information Modeling, una metodologia che offre la possibilità di creare e gestire tutta una serie di modelli digitali realizzati in 3D e che rappresentano principalmente infrastrutture ed edifici. Oltretutto, i progetti realizzati attraverso il BIM sono in grado di contenere tutte le informazioni utili e dettagliate sugli elementi costruttivi di ogni opera come, ad esempio, i dati riguardanti le dimensioni, le specifiche tecniche e i materiali utilizzati. Di conseguenza, la transizione verso il Building Information Modeling rappresenta un passo importantissimo per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, complice la sua struttura intuitiva e interattiva che permette la condivisione dei dati e la loro integrazione con i vari attori coinvolti nel ciclo vitale di un’opera, di cui fanno parte i progettisti, i costruttori, i gestori e i manutentori.
I benefici paralleli alla digitalizzazione
Parallelamente alla digitalizzazione legata principalmente alle procedure di appalto, attraverso questa innovazione sarà possibile ottenere ulteriori e numerosi vantaggi. Tra questi rientra, senza ombra di dubbio, il miglioramento dell’efficienza e della trasparenza dei processi decisionali che caratterizzano la realizzazione di un’opera. Inoltre, sarà possibile ridurre in modo consistente i tempi necessari per la realizzazione, andando a ottenere un relativo risparmio sul costo degli edifici della pubblica amministrazione. In più, il Building Information Modeling faciliterà tutti i processi di gestione e manutenzione delle infrastrutture durante il lungo periodo, offrendo la possibilità di effettuare tempestivamente tutti gli interventi utili per il mantenimento degli edifici.
Come diventare un professionista qualificato BIM
Per diventare professionisti qualificati in questo particolare settore, sfruttando pienamente tutte le opportunità offerte dal BIM, è consigliata la frequentazione di un corso di formazione professionale. A tal proposito, visitando il sito macformazione.com per maggiori informazioni, si avrà modo di ottenere una panoramica completa sui corsi, così da conoscere in anticipo tutte le necessità che questi percorsi formativi sono in grado di soddisfare.
Inoltre, attraverso i corsi presentati proprio da Mac Formazione, sarà possibile ottenere una formazione adeguata e completa, utile per la comprensione delle dinamiche e degli standard del BIM, ma anche per affrontare con successo tutte le sfide legate alla transizione digitale nella pubblica amministrazione.
In conclusione, l’entrata in vigore del Nuovo Codice Appalti rappresenta un importante passo verso la digitalizzazione del settore della pubblica amministrazione in Italia. Una delle principali novità introdotte è il precedentemente citato obbligo di utilizzare la metodologia BIM per i progetti con un valore pari o superiore al milione di euro a partire dal 1° gennaio 2025. Inoltre, come approfondito poc’anzi, il Building Information Modeling offrirà numerosi vantaggi, tra cui la possibilità di creare modelli digitali tridimensionali che contengono informazioni dettagliate sugli elementi costruttivi di un’opera. Una caratteristica importantissima per favorire la condivisione e l’integrazione dei dati tra i vari attori coinvolti nel ciclo di vita di un progetto. Il tutto senza considerare quanto la digitalizzazione delle procedure di appalto migliorerà l’efficienza, la trasparenza e ridurrà i tempi necessari per la realizzazione delle opere pubbliche, consentendo un risparmio sui costi.
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