I Roxy Music senza Brian Eno
Fu un cambio definitivo ma in fondo non così traumatico
Avevamo visto che Brian Eno se n’era andato e questo Stranded è il primo disco senza di lui. È vero che i suoi sintetizzatori portavano innovazione e sperimentalismo, ma non va dimenticato che l’autore dei pezzi anche nei primi due dischi era il solo Bryan Ferry, ragion per cui la svolta fu meno traumatica di quello che poteva apparire. Bisogna poi considerare che il suo sostituto era Eddie Jobson – che veniva dai Curved Air e che vedremo con Zappa, con i Jethro Tull e con gli Yes – che non era certo uno sprovveduto, ma comunque la musica cambiò leggermente per trasformarsi in qualcosa che certo diventerà una manna per l’ispirazione del dopo punk di qualche anno dopo. Più pianoforte, più chitarre rock, per andare su un territorio forse più pop ma senza esagerare. Si parte subito forte con Street Life, che avrà anche un buon successo come singolo, ma il pezzo più famoso resta A Song For Europe, che prendeva il nome dalla sfida inglese per poter partecipare all’Eurofestival. Grande successo e primo posto in classifica in Inghilterra, Stranded non sfondò negli USA, dove in realtà i Roxy non riuscirono mai a entrare nella Top Ten.
Curiosità: la galleria di modelle in copertina dei Roxy Music si arricchisce stavolta di Marilyn Cole, playmate dell’anno 1973 di Playboy americano. Per gli amanti delle statistiche e dei primati, si tratta dell’unica inglese ad essere diventata playmate dell’anno e del primo nudo frontale sulla pagina centrale del mensile.
La rubrica 50 anni fa la musica
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