In aula a Varese la psicologa della minore abusata: “Si è liberata del peso che si teneva dentro”
La denuncia nell’aprile 2019 per fatti avvenuti nella casa della giovane in assenza della madre. La minore ha poi trovato il coraggio di parlare col sacerdote, che ha fatto partire le indagini
Quella confessione tra lacrime e silenzi, per una vicenda terribile: venir violentata fra le mura domestiche da un volto amico, quello dell’uomo di sua mamma. Un macigno sulle spalle di una ragazzina che in un centro della provincia di Varese ha però trovato il coraggio di denunciare il suo stato d’animo ad una persona che sentiva vicina, il prete del paese. E quest’ultimo ha fatto l’unica cosa di buon senso da fare, anzi, due: denunciare, e consolare.
Le indagini per quel gravissimo fatto, che viene dal codice penale perseguito con estremo rigore e che prevede pene aggravate proprio dal legami di quasi parentela e di minorata difesa della persona (minore) cui le attenzioni sessuali sono rivolte, sono partite nella primavera del 2019 su impulso del sacerdote, con successivi approfondimenti da parte degli investigatori.
Nelle more del procedimento vennero attivate anche delle psicologhe presso uno sportello pubblico deputato alla fornitura di questi servizi: una di queste professioniste è stata oggi, martedì, ascoltata in aula; ha raccontato il tipo di approccio che il servizio in cui lei lavorava (uno sportello di assistenza psicologica scolastica attivo alle medie inferiori) adottava coi ragazzi: in un primo accesso la giovanissima le aveva parlato di questioni personali, problematiche legate a trascorsi culturali e famigliari.
Ma al secondo colloquio, avvenuto in ospedale, al Del Ponte, la professionista ha raccolto il racconto della vittima, «che con noi, si è come liberata di quel peso». Quel fatto, indicibile, non replicabile a parole per una ragazzina così giovane, era stato l’atto di accusa mosso verso l’uomo sospettato di averla violentata, oggi a giudizio e che ai tempi era il compagno della madre. Nella prossima udienza, a febbraio, verrà ascoltato anche un altro teste mentre il Collegio si è riservato di adottare la richiesta della difesa dell’imputato, vale a dire una perizia sulla parte offesa.
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