Il palazzo di via Torino 8 a Gallarate sarà sgomberato ai primi di luglio
È la nuova data definita dal Comitato provinciale di ordine pubblico e sicurezza, presieduto dal Prefetto. Lo stabile è inagibile da mesi per le condizioni igienico-sanitarie, dopo un'assurda vicenda di debiti accumulati da tre società

C’è una nuova data per lo sgombero del palazzo di via Torino 8 a Gallarate, lo stabile in grave degrado a seguito di una surreale vicenda di debiti lasciati da tre società (riconducibili a una sola persona) proprietarie della maggio parte degli alloggi.
La data è inizio luglio, comunica il sindaco Andrea Cassani: «Poco fa è terminato il comitato provinciale di ordine pubblico e sicurezza e si è deciso che verrà sgomberato interamente il condominio» spiega il sindaco.
«Agli occupanti (con titolo e senza titolo) verrà recapitata nelle prossime ora una lettera con la quale verrà comunicato loro che dovranno liberare il palazzo da cose e persone entro i primi giorni di luglio. Ogni giorno successivo sarà poi utile per sgomberare l’immobile. Ovviamente, contestualmente allo sgombero, avverrà da parte dei proprietari la chiusura e muratura dei varchi di accesso al condominio, che rimarranno fintanto che non verranno effettuati i lavori per garantire le minime situazioni di igiene e sicurezza dell’immobile».
«Le persone presenti con titolo sono già a conoscenza, sin dalla fine di novembre, che avrebbero dovuto trovarsi un’altra soluzione abitativa e ora non ci saranno più rinvii».
Il palazzo – di pregio, ai margini del centro di Gallarate – ha subito un decadimento negli ultimi dodici anni a seguito dell’accumularsi di 650mila euro di debiti, dopo che tre società milanesi (riconducibili ad un unico proprietario, l’imprenditore Antonello Polita) avevano smesso di pagare le spese condominiali: il palazzo è rimasto senza corrente e con problemi che si andavano aggravando, ad esempio per il cedimento delle condotte delle acque reflue nell’interrato. A causa delle condizioni igenico-sanitarie il Comune ha poi dichiarato lo stabile inagibile lo scorso inverno.
Le tre società sono state dichiarate fallire in primavera e ora si spera che i curatori fallimentari possano intervenire per ripianare i debiti e riportare in ordine lo stabile, ridando valore.
Nel frattempo deve essere però sgomberato di tutti gli abitanti, i proprietari di appartamenti con titolo (proprietari per intero o con mutuo), le persone che ci vivono avendo pagato anticipi o affitti alle tre società milanesi, gli occupanti abusivi introdottisi nel frattempo.
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