L’emozionante saluto delle classi quinte della “Bai” di Malnate, nel segno di Dante
Mercoledì 5 giugno si è svolto lo spettacolo che ha concluso il ciclo di primaria delle sezioni A e B dell'istituto guronese. “Per quanta strada ancora c’è da fare… amerai il finale”

È stata una serata emozionante quella di mercoledì 5 giugno a Malnate. Non sono mancate le lacrime, da parte di insegnanti, alunni e genitori per il saluto ai giovani studenti delle classi quinta A e B della scuola “Bai” di Gurone.
A conclusione del ciclo di scuola primaria, gli alunni e le maestre hanno deciso di offrire alle famiglie uno spettacolo diverso dal solito: una parodia dantesca, in cui sono stati rivisitati alcuni incontri del Sommo poeta toscano nei tre regni dell’Aldilà.
«La scelta non è stata casuale – spiegano le insegnanti –: negli ultimi tre anni i bambini hanno imparato a conoscere le tre cantiche della Divina Commedia, in un progetto condotto durante una delle ore settimanali di italiano. E ci si sono appassionati. Grazie alla collaborazione di tutto quanto il team, che ha volentieri speso molte ore per la realizzazione e per le prove, e all’impegno e all’entusiasmo dei bambini, che hanno contribuito alla stesura del copione, nonché all’organizzazione della messa in scena, il risultato finale è stato eccezionale».

Le musiche scelte come accompagnamento, ma anche come parte integrante dell’azione scenica, e l’ironia delle battute, a volte anche dissacranti, hanno raccontato il viaggio di Dante in una maniera decisamente originale e inaspettata, ma comunque divertente. Tutti i bambini hanno avuto la loro parte in scena, a seconda delle loro preferenze, riuscendo spesso ad aiutarsi l’un l’altro e a darsi consigli su come pronunciare le battute o muoversi in scena. I costumi e gli oggetti di scena sono stati concordati con loro e realizzati quasi interamente a mano.
«Il viaggio di Dante – concludono le maestre – è una metafora per il “viaggio” della vita; la stessa metafora aiuta a descrivere il viaggio, non privo di avventure e difficoltà, che questi bambini hanno affrontato negli ultimi cinque anni: prima tra tutti, la pandemia che li ha costretti a casa per metà del primo anno e buona parte del secondo, ma anche la crescita e la maturazione personale e sociale che hanno dimostrato negli anni. Infine, consente di augurarsi reciprocamente un buon viaggio per il futuro, poiché dall’anno prossimo i bambini affronteranno nuove sfide e nuovi incontri».
Non a caso, lo spettacolo si è concluso con la canzone “Buon Viaggio” di Cesare Cremonini, che dà il titolo a tutto il lavoro, cantata dal coro dei bambini non senza qualche fatica; ma “per quanta strada ancora c’è da fare… amerai il finale”.
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