Pane e poesia a Cazzago Brabbia con i bambini Esploratori di immagini e parole
In mostra gli esperimenti dei bambini della scuola primaria di Cazzago Brabia e Inarzo sulla forma, assieme a musica e parole in rima di bambini e residenti

La bellezza come atto educativo ha ispirato la terza edizione di “Esploratori di immagini e parole”, la mostra di quanto i bambini della primaria Pascoli di Cazzago Brabbia e Inarzo (IC di Azzate), hanno realizzato a scuola come piccoli esploratori.
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Durante l’anno i bambini hannocercato, trovato, studiato, colorato, costruito, letto, raccontato grazie a una « pedagogia attiva di approccio reggiano curata dall’atelierista Maria Chiara Mannucci e anche attraverso l’esplorazione degli albi illustrati alla base delle narrazioni di Paolo Colombo con il progetto lettura e con l’iniziativa Pane e Poesia», ha spiegato la coordinatrice di plesso Marzia Giorgetti lunedì 3 giugno inaugurando l’esposizione alle ghiacciaie patrocinata dalle Amministrazioni comunali di Cazzago e Inarzo.
Nel solco di questa ricerca della bellezza si inserisce anche il percorso di educazione musicale che i bambini seguono a scuola con Francesca Sangalli di Solevoci, sperimentando dalla propedeutica al canto lirico e corale, sino alla body percussion. Un percorso di cui i bambini hanno dato un piccolo saggio durante l’inaugurazione della mostra, pensata come un dono della scuola alle comunità di Cazzago Brabbia e di Inarzo, parte integrante della rete sociale ed educativa su cui poggia la scuola.

PANE E POESIA
L’indispensabile e l’inutile, il concreto e l’invisibile, il quotidiano e lo straordinario: pane e poesia, con tutto ciò che hanno in comune (la “p” dicono i bambini, e anche la “a” e la “e”) sono il cuore del progetto che ho condotto quest’anno presso la Scuola Primaria ‘G. Pascoli’ di Cazzago Brabbia e Inarzo», racconta Paolo Colombo.
Nel mese di maggio chiunque abbia comprato pane in uno dei negozi del paese aderenti – bottega ristoro Bon e la Macelleria Dal Bello – ha ricevuto in regalo uno dei 180 piccoli libri autoprodotti dai bambini e contenente una poesia scelta o scritta dalle alunne e dagli alunni della scuola, dalla seconda alla quinta.
Sul retro di ogni libretto, impreziosito dalle decorazioni realizzate con il timbro originale intagliato in gomma donato dal collettivo @schienepelose, era incollato un invito a “rispondere per le rime” con una poesia originale o altrui.
Le poesie ricevute sono state esposte assieme a quelle dei bambini nella mostra di fine anno Esploratori di immagini e parole.

MUSICA E FORME
«Dall’analisi delle forme presenti attorno a noi siamo partiti per un’infinità di considerazioni, allenandoci ad osservare con senso critico, creatività e gusto per la scoperta», ha raccontato l’atelierista Mannucci presentando il lavoro dei bambini ispirato a illustri personaggi quali Auguste Herbin, Hervè Tullet, Matisse e Bruno Munari.
«Siamo partiti con l’osservazione delle forme geometriche per arrivare a realizzare composizioni tridimensionali condividendo esperienze e sapere. Il risultato sono questi elaborati realizzati non per essere esposti. Sono esperimenti, prove, progetti che ci sono serviti ad apprendere attraverso il fare. Senza la pretesa di essere belli – anche a mio avviso lo sono – ha detto Mannucci – da guardare senza giudizio, come sempre accade in atelier, ma con la volontà di capirne il valore».
L’ obiettivo primario del progetto Music play di Solevoci è «fare musica con tutti – afferma Sangalli – Attraverso l’utilizzo del proprio corpo e della propria voce come strumenti musicali i bambini sviluppano potenzialità espressive ed emotivo-affettive, oltre che cognitive. In ogni incontro i bambini sperimentano giochi ed esercizi attraverso i quali imparano abilità fondamentali per l’apprendimento, come l’ascolto, potenziamento della memoria e della dizione. Tutte le proposte sono rivolte all’intero “gruppo classe” che viene quindi portato a scoprire e sperimentare la pratica “corale” nei suoi diversi aspetti, non solo vocali, ma anche relazionali ed emotivi.

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