Al Gadda Rosselli di Gallarate la festa dei 236 “maturi”
Al "Diploma day" il saluto ai ragazzi entrati a scuola a settembre 2019. Il dirigente Pietro Bosello parla di "coraggio della avventura, senso critico, capacità di prendere posizione"

Passione, libertà, impegno sono alcune delle parole che compaiono sui murales intorno alla palestra del Gadda-Rosselli.
Dentro all’edificio ci sono 236 ragazze e ragazzi diplomati quest’anno, che ascoltano le parole del dirigente Pietro Bosello. che rievoca «il 9 settembre 2019 in cui avete varcato le porte di questa scuola» e ricordato che tutti hanno «siglato un patto di rispetto, di impegno, con il patto formativo che vi ha portato fin qui».
Fuori ci sono trenta gradi, dentro di più, finalmente è estate piena, con la maturità alle spalle. Maturità che è un esame ma soprattutto il raggiungimento di una consapevolezza: «Coraggio della avventura, senso critico, capacità di prendere posizione» dice Bosello.
Crescere è anche a volte «un campo di battaglia», di attriti e scontri, ma da vivere fino in fondo: «Prendete in mano la vita con lucidità e coraggio, con consapevolezza» conclude il preside. Che va in pensione dopo quattro decenni nella scuola e a tutti lascia «cinque parole come un santino per i nostri studenti»: visione, passione, cura, pragmatismo, relazioni umane.
Arriva il saluto dell’amministrazione comunale, per bocca di Claudia Mazzetti, diplomata al Gadda («non dico quanti anni fa», dice con ironia): da lei un invito a «imparare sempre il rispetto» e la visione che «magari tra voi ci sono un futuro assessore o un futuro sindaco».
Roberto Biba è, insieme a Tommaso Puricelli, rappresentante degli studenti: «Vi chiedo – ha detto ai suoi “colleghi” – di smettere per un secondo di pensare al domani e guardare solo un attimo indietro, perché se siamo qui oggi è per le persone che sono state dietro di voi, tutte le persone che vi hanno ascoltato, che vi hanno permesso di essere qui, gli amici che ci hanno affiancato in questi anni».
Nel settembre 2019 sono entrati a scuola senza sapere che di lì a pochi mesi sarebbe arrivato il Covid. Nella vita di un adulto cinque anni, spesso, volano in un soffio. Cinque anni di superiori invece – quando si guarda a quel che si è vissuto – sono sempre un periodo denso, bello da ricordare.
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