Omicidio di Fabio Ravasio a Parabiago. Fermato anche l’uomo che doveva fingere un malore per bloccare il traffico
Nella serata di giovedì i Carabinieri di Legnano hanno eseguito l'ottavo fermo nell'ambito dell'omicidio del 52enne di Parabiago. Nel folle piano di Adilma Pereira Carneiro c'era anche il finto malore per bloccare il traffico

Un appartamento anche per lui. L’ottava persona fermata per l’omicidio di Fabio Ravasio nella serata di oggi, 29 agosto è un maghrebino 45enne che avrebbe accettato il ruolo del falso malore nel piano sempre più naif di Adilma Pereira Carneiro per uccidere il compagno.
I Carabinieri della Compagnia di Legnano hanno dato esecuzione, in serata, ad un decreto di fermo, emesso in data dalla Procura di Busto Arsizio. Sono già sette, infatti, le persone finite in carcere dallo scorso 23 agosto per aver partecipato in diversi modi all’investimento del 52enne commerciante di Magenta, simulando l’azione di un pirata della strada. Un vero e proprio complotto ordito dalla donna con cui viveva e sette perfetti sconosciuti, arruolati nei modi più disparati.
Il nuovo provvedimento è il risultato di ulteriori investigazioni da cui si è accertato che il 45enne, disoccupato, consapevole del proposito criminoso, avrebbe dovuto simulare un malessere in strada al fine di indurre i passanti a
soccorrerlo e bloccare quindi il traffico veicolare per permettere agli esecutori materiali di uccidere Ravasio. In cambio avrebbe dovuto ottenere un appartamento nell’hinterland milanese.
Non è chiaro, in base alle informazioni diffuse dalla Procura di Busto Arsizio, se l’uomo abbia effettivamente partecipato all’azione. Fatto sta che in una città di 28 mila abitanti Adilma ha trovato almeno sette persone pronte ad uccidere per soldi o per amore.
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