Green School riparte dal Patto educativo di comunità per lo sviluppo sostenibile
Presentati a Villa Recalcati i primi 14 soggetti che hanno aderito al Patto educativo di comunità che punta a coinvolgere in un cambio culturale tutto il territorio

I pionieri del nuovo Patto educativo di comunità promosso da Green School sono 14 soggetti, pubblici e privati. Insieme sono stati i protagonisti dell’evento di lancio del nuovo anno scolastico di Green School.
Partito da Laveno 15 anni fa, il progetto Green School è cresciuto sino a coinvolgere 803 scuole, quasi 300 mila studenti e oltre 27 mila insegnanti in tutta Italia.
Promosso come sempre da Agenda 21 Laghi, Cast, Jcr Ispra, Provincia di Varese e Università dell’Insubria, che ne compongono il Comitato Tecnico Scientifico, Green School ha inaugurato il suo 16° anno scolastico a Villa Recalcati. Nell’occasione è stato presentato il Patto educativo di comunità e i primi soggetti che lo hanno sottoscritto assieme a scuole e promotori.

SOGGETTI ADERENTI AL PATTO
Tra questi ci sono ex municipalizzate come Acinque e Alfa, il consorzio dell’acqua, che puntano a condividere con il maggior numero di studenti le proprie proposte educative in materia di sostenibilità. Ma lo stesso obiettivo hanno anche soggetti del terzo settore attivi in questo campo come cooperativa Totem e associazione Plastic Free accanto a società private come Carrefour e Lati, azienda tecnoplastica attenta alla sostenibilità.
Potrebbe sembrare un controsenso ma a ben vedere non lo è affatto. Lo ha spiegato Giacomo Mazzarino a nome della Camera di Commercio di Varese, che pure ha aderito al Patto di Green School: «Le competenze in materia di sviluppo sostenibile diventano sempre più elementi indispensabili al mondo del lavoro così come lo è la buona conoscenza dell’uso del computer».
Al patto aderiscono anche enti quali Arpa Lombardia, Ats Insubraia e Ufficio scolastico territoriale di Varese, tutti parte di una rete che è cresciuta nel tempo, permettendo a Green School di diventare uno dei progetti di educazione allo sviluppo sostenibile più longevi d’Italia. Da qui l’idea di dare ancora più forza e prospettiva a Green School con un Patto educativo di comunità «perché il cambiamento culturale che si è trasferito in questi anni dalle scuole ai cittadini, possa arrivare a tutto il territorio – ha speigato Elena Maggi, docente dell’Università dell’Insubria all’interno del Comitato tecnico scentifico di Green School – Per incidere sulla tutela dell’ambiente servono tempo, pazienza e condivisione. E il Patto in questo senso è un valido strumento».
COS’È IL PATTO EDUCATIVO DI COMUNITÀ
«Per educare un bambino serve un intero villaggio, recita un antico proverbio e in questo solco il Patto che presentiamo oggi è un’alleanza stabile di soggetti che si rendono corresponsabili dell’educazione allo sviluppo sistenibile di studentesse e studenti – ha detto Giacomo Petitti dell’Università dell’insubria presentando i termini dell’alleanza basata sui principi di corresponsabilità, stabilità e partecipazione.
Perchè il Patto abbia gambe servono alleati quindi, ma anche finanziamenti, progettazione e comunicazione per mettere a sistema le buone pratiche coinvolgendo sempre di più in questo anche la politica.
All’obiettivo si arriva anche attraverso la promozione di eventi, la raccolta di feedback «e con il coinvolgimento più attivo degli enti locali», ha detto il Presidente della Provincia di Varese Marco Magrini proponendo che anche ai Comuni, spesso sostenitori di Green School, sia sottoposta l’adesione al Patto.
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