Accusato di aver bruciato vivo suo fratello a Busto Arsizio: sceglie il silenzio davanti al gip
Il 38enne arrestato sabato è accusato di aver cosparso il fratello di 46 anni con della benzina di avergli dato fuoco riducendolo in fin di vita. Il giudice ha confermato la misura cautelare in carcere

Ha scelto di non parlare davanti al giudice per le indagini preliminari Stefano Colombo il 38enne tunisino arrestato sabato per il tentato omicidio del fratello di 46 anni che lotta tra la vita e la morte all’ospedale Niguarda di Milano con ustioni sul 70% del corpo.
Il giudice del Tribunale di Busto Arsizio ha deciso, dopo l’interrogatorio di garanzia che si è svolto oggi (lunedì), che dovrà rimanere in carcere. Contro di lui le poche, sofferenti ma chiare parole della vittima che ha detto ai poliziotti e ai soccorritori arrivati sul posto che a dargli fuoco sarebbe stato proprio il fratello nel corso di una lite.
I fatti sono avvenuti venerdì sera in un’abitazione di via Sciacca (quartiere Madonna Regina) quando, al culmine di una lite tra fratelli, il più giovane dei due avrebbe cosparso di benzina l’altro e avrebbe appiccato il fuoco.
Il tempestivo arrivo dei soccorsi ha permesso di evitare la morte del 46enne che, però, ha subito ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo ed è un miracolo se riuscirà a sopravvivere. Ai poliziotti e ai soccorritori di Areu è riuscito a indicare nel fratello l’autore del gesto mentre il 38enne ha dato una versione opposta, sostenendo che l’uomo si sarebbe dato alle fiamme da solo.
Assistito dall’avvocato Enza Mollica, il 38enne non ha confermato la prima versione e si è chiuso nel silenzio più totale. Per il momento rimarrà in carcere.
Brucia vivo il fratello al termine di una violenta lite a Busto Arsizio
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