La polizia locale di Cocquio Trevisago sta procedendo contro i minori molesti attivi in paese
Lo spiega il sindaco Danilo Centrella con una lettera aperta rivolta ai cittadini. “Nessuna baby gang, noi adulti insegniamo ai ragazzi la partecipazione"

Non ci sono “baby gang” in paese, e i minori di cui si è parlato sulla stampa locale di recente sono già stati presi in carico dalla polizia locale, che sta indagando sul caso. Lo scrive in una lunga lettera aperta rivolta ai suoi concittadini il sindaco di Cocquio Trevisago, Danilo Centrella.
«Gli episodi citati, seppur di importante gravità, non devono essere accostati a quello più ampio, pericoloso e strutturato delle “baby gang”», spiega Centrella. «Peraltro, è notizia di questi giorni che la nostra Polizia Locale, dopo aver identificato i “ragazzini” di cui sopra, già conosciuti dalle forze dell’ordine e dai servizi sociali e che ritenevano erroneamente di rimanere impuniti dopo aver compiuto reati di furto e danneggiamento, stia procedendo nei loro confronti».
Dunque, linea dura. Del resto, non è un mistero che la scelta politica del sindaco di Cocquio Trevisago e della sua giunta sia volta a garantire l’ordine in paese, sia per questioni legate al consumo di tabacco (di fatto è vietato fumare nei luoghi frequentati da bambini e di passaggio), sia per il consumo di alcol, con la recente ordinanza che ne vieta la vendita e il consumo fuori dagli spazi di somministrazione.
Ora si segnala la presenza di ragazzini molesti fuori dai luoghi di passaggio, specialmente nei dintorni del centro commerciale.
«Come uomo e come padre, ho la piena consapevolezza che l’aspetto educativo dei figli sia soprattutto in mano alla famiglia, ma so anche quanto l’ambiente in cui si vive, la scuola e le opportunità che offre il territorio di residenza possano influire. Ecco perché, come sindaco, da anni e senza che comparisse alcun articolo sui giornali o post sui social di minoranze politiche, ho guidato la nostra Amministrazione a fare ciò che era in nostro potere per formare i giovani verso un maggiore rispetto del proprio territorio, una maggiore consapevolezza dei rischi legati ai social e alle dipendenze in generale, e la conoscenza delle conseguenze causate da atti punibili dalla legge», ha continuato il sindaco, elencando le azioni di contrasto alla devianza intraprese in questi anni.
«Ma non ci siamo occupati solo di formazione: abbiamo anche messo a disposizione dei nostri ragazzi aree ricreative, corsi a loro dedicati, tornei sportivi, una biblioteca moderna e accogliente, spettacoli per sensibilizzare su molti temi sociali, convinti che sport e cultura siano due ingredienti imprescindibili nella formazione dei giovani. Senza contare che il nostro comune offre ai giovani anche altre opportunità educative e di svago, come l’oratorio e varie associazioni artistiche, sportive e musicali», aggiunge Centrella, che lancia un monito anche verso gli adulti: «Sappiamo che tutto questo non basta, e a questo proposito, anche come sindaco, mi pongo spesso un’altra domanda: quale esempio possiamo dare noi adulti? Quali responsabilità abbiamo noi amministratori nei confronti degli adulti di domani? Sicuramente prendere parte alle tante iniziative promosse dalla nostra Amministrazione e dalle tante realtà associative del paese sarebbe un buon punto di partenza, per indicare la strada ai nostri figli, per legarli al territorio in cui vivono, per concretizzare un modello di “inclusione sociale” che li faccia sentire parte di una comunità viva, sana e stimolante. La scarsa partecipazione a eventi di varia natura che scandiscono il calendario delle iniziative comunali è già di per sé un grave campanello d’allarme: se come adulti nel tempo libero preferiamo stare a casa davanti alla tv o spendere tempo sui social, difficilmente cresceremo figli desiderosi di partecipare a una biciclettata tra amici, di assistere a un concerto o di imparare a suonare uno strumento musicale».
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