Bocce: a Varese delegato o commissario?

Carnago protagonista dell’Assemblea delle Società, indetta dal presidente regionale Sergio Ripamonti, allo scopo di reperire una figura idonea a sostituire il delegato Guido Bianchi dimissionario

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Ancora Carnago protagonista dell’Assemblea delle Società, indetta dal presidente regionale Sergio Ripamonti, allo scopo di reperire una figura idonea a sostituire il delegato Guido Bianchi dimissionario.

La sede non poteva differire da quella dello 04 novembre, all’alba delle elezioni regionali che si sarebbero tenute a Milano pochi giorni dopo: minuscola, logicamente adatta a riunioni interne, un po’ meno per raccogliere le 20 Società che gravitano nella provincia di Varese.
Comunque, bene o male, i 14 presidenti presenti, con alcuni accompagnatori – circa una ventina in totale -, pur stipati, riescono a convivere per ascoltare gl’indirizzi del responsabile regionale.

S’inizia con una sconcertante puntualità: nessun sconfinamento universitario, con la consueta tolleranza del conclamato quarto d’ora di ritardo, bensì è dato subito il via all’analisi dei problemi connessi al vuoto istituzionale determinato dalle dimissioni citate. Agli astanti appare subito strana la presenza, inizialmente nelle vesti di segretario di riunione, di Alessandro Bianchi, il cui recente passato che avrebbe dovuto vederlo nel ruolo di consigliere nazionale, poi deluso dall’esito inopinato delle votazioni, lo qualifica come un profondo e competente conoscitore del mondo delle bocce, essendo stato sia presidente regionale, sia segretario permanente, sempre a livello regionale.

La riunione entra subito nel vivo con Ripamonti che chiede a chi volesse assumersi l’onere della funzione di farsi avanti. Malgrado alcuni sussurri fuori stanza, nessuna candidatura diretta o collaterale emerge, per cui il presidente, ventilando l’ipotesi della nomina di un commissario, propone proprio Alessandro come delegato della Provincia di Varese.

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Era già tutto predisposto? Probabilmente sì, vista l’urgenza della nomina, considerato il periodo di fine anno e la necessità di rendere concreta una serie di passaggi, come affiliazione e tesseramento 2025, campionati a squadre di promozione, calendarizzazione dei primi quattro mesi e campionati provinciali.

Così, a fronte del silenzio urlante dell’Assemblea, Ripamonti ripropone Alessandro Bianchi come delegato provinciale con poteri analoghi al predecessore, ma a tempo limitato, come si affretta a precisare Alessandro che si premura d’indicare il suo mandato – approvato all’unanimità dall’Assemblea – come temporaneo, non a carattere definitivo per il prossimo quadriennio.

Si premura di sottolineare che non vuole fare l’imbucato: lo scopo della sua accettazione dell’incarico deve essere individuato dall’urgenza di chiudere un periodo d’interregno governato dal vuoto assoluto e dall’impossibilità presente di concretizzare un personaggio che fosse in grado di far ripartire un cammino indispensabile non solo per la continuità, ma anche e soprattutto per la funzionalità dell’apparato.
Emergono alcune priorità. Innanzi tutto i calendari delle manifestazioni abbisognano di una reale necessità di coordinarle con le regioni limitrofe, onde evitare fastidiose sovrapposizioni che posseggono l’unico risultato di far esplodere continui mugugni e critiche sovente superabili con uno sforzo di coinvolgimento, facendo in modo di non sovrapporre esigenze diverse in fase organizzativa.

Inoltre Bianchi ritiene che sia fondamentale essere incisivi attraverso un atteggiamento attento e tempestivo per le varie scadenze ormai giunte al capolinea, per quanto attiene la loro attuazione, non esclude di dover ricorrere a una ripartizione settoriale che possa facilitare le operazioni locali, inoltre ritiene di poter far decollare i campionati provinciali nel periodo invernale, al fine di evitare noiose coincidenze con la pletora di gare regionali, di solito messe in calendario nei periodi primaverili, allorché anche i campi all’aperto possono offrire la possibilità di competere senza l’obbligo delle strutture coperte. Insomma un programma stringente orientato alla massima efficienza. Rimane il nodo del futuro immediato: alle Società il compito di trovare la famosa figura, senza dover ricorrere a un commissariamento più o meno mascherato.

Roberto Bramani Araldi

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Pubblicato il 15 Dicembre 2024
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