Il viaggio di Christian Konan, da Vedano Olona alla sfida in Coupe de France al Psg
Serata speciale per l’attaccante classe 1999 italiano di origini ivoriane che ha mosso i primi passi nella Vedanese prima di approdare all’Inter e al Bordeaux
È stata una serata speciale quella di mercoledì 26 febbraio per lo Stade Briochin, una squadra che milita nel Championnat National (il quarto livello del calcio francese) e che ha sfidato per i quarti di finale della Coupe de France il grande e potente Paris Saint-Germain.
Una sfida di gran fascino – soprattutto per il club di Saint-Brieuc, in Bretagna – per la coppa nazionale, sfide che purtroppo in Italia si sono perse chiudendo la competizione alle sole squadre di Serie A e Serie B. Lo Stade Briochin si è dovuto trasferire per una sera a Rennes per ospitare tutti i tifosi (non che lo stadio di casa sia troppo piccolo, lo Stade Fred Aubert può contenere fino a 11mila spettatori), ma con l’incasso di mercoledì sera con quasi 29mila spettatori, il club della Bretagna potrà dormire sogni tranquilli per un po’.
La gara, come prevedibile, è stata a senso unico, con la vittoria del Psg per 7-0, ma nello Stade Briochin, al 63’, è entrato in campo Chistian Konan. Konan è un attaccante classe 1999, italiano nato da genitori ivoriani, che è cresciuto a Vedano Olona muovendo i primi passi alla Vedanese.
Come racconta nell’intervista rilasciata a Cosimo Bartoloni per “Cronache di Spogliatoio” (leggi qui l’intervista), « Il mio migliore amico vive a Varese. Ho iniziato a giocare a 4 anni nella Vedanese. A 7 anni ho fatto un torneo dove segnai 4 gol e uno scout dell’Inter mi ha visto. Ho fatto un provino e mi hanno preso».
Poi il trasferimento in Francia dove è cresciuto nel vivaio del Bordeaux insieme a calciatori come Koundè e Tchouameni».
Dopo qualche esperienza in giro per l’Europa con i greci del Panathinaikos e del Levadiakos, in Spagna al Legrones e in svizzera con l’Etoile Carouge e il Rappeswil, dal 2024 veste la maglia dello Stade Briochin. Ma non nasconde che gli piacerebbe tornare in Italia. «Ho 25 anni e sento di poter dare qualcosa al calcio – racconta a Cronache di Spogliatoio -. Spero di tornare anche in Italia, magari anche in Serie A».
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