Da mozziconi a cuscini, da bottiglie a bicchieri: gli studenti del Keynes di Gazzada danno una seconda vita ai rifiuti
Coinvolti in un progetto di PCTO, i ragazzi di quinta indirizzo economico hanno ideato nuove lavorazioni, occupandosi della progettazione, della realizzazione, fino al piano economico e di comunicazione
“Pensate a un prodotto innovativo e sostenibile che possa essere utile alla società“. L’ambizioso obiettivo è stato proposto agli studenti di quinta indirizzo economico dell’istituto Keynes di Gazzada Schianno.
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La classe, divisa nelle due articolazioni, sistemi informativi aziendali e relazioni internazionali, si è messa in gioco e, dopo aver scartato idee complicate e futuriste, si è concentrata su due prodotti comuni: « ci rendiamo conto che spesso vengono abbandonati rifiuti che potrebbero invece tornare utili, con una seconda vita» spiega una delle studentesse.
Il gruppo dell’articolazione sistemi informatici ha quindi pensato di riciclare le tante bottiglie di vetro vuote, spesso abbandonate e che, comunque, devono essere smaltite con costi impegnativi. L’idea è di trasformarle in bicchieri con un brand accattivante “Recup”.
I ragazzi hanno pensato al piano di sviluppo industriale, partendo da un prototipo ottenuto grazie alla collaborazione di amici e parenti. Sotto la guida della docente di economia Laura Coico, hanno calcolato i costi di produzione e quelli di distribuzione attraverso il business plan. La campagna di comunicazione è stata definita mettendo a punto il sito, realizzato grazie alla consulenza dei compagni di scuola dell’indirizzo informatico, e i social.
Per completare la progettazione manca solo il packaging su cui hanno già ideato formato e logo: « Entro fine anno arriveranno a completare tutto il progetto» assicura la docente che ha sostenuto la creatività imprenditoriale instillando la curiosità per una carriera in campo imprenditoriale.

Oltre ai bicchieri riciclati, la componente RIM della classe ha invece investito energie e creatività su una possibile seconda vita dei mozziconi di sigaretta. La presenza fastidiosa di questi rifiuti ha fatto scattare la scintilla: “E se da quella spazzatura si ricavasse della stoffa?”
Grazie alla consulenza della docente di chimica Maria Grazia Molinari, i ragazzi hanno messo a punto la formula per trasformare la cellulosa in filato, realizzando anche un piccolo prototipo di cuscino morbido al tatto. Il risultato ha sorpreso tutti, anche se la lavorazione va ancora affinata soprattutto per eliminare l’odore di nicotina residuo.

Una volta completato il processo, gli studenti hanno approfondito i costi di produzione e le previsioni di fatturato per dettagliare la progettazione economica del business d’impresa.
La sfida affrontata nell’ambito del PCTO ha permesso agli studenti, prossimi alla maturità, di mettere in campo in modo trasversale le diverse conoscenze e competenze, acquistando un po’ di esperienza nel campo dell’imprenditorialità.
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