Da trapiantato a donatore di speranza: la scelta di Giacomo per i piccoli pazienti
Guarito grazie alla cardiologia pediatrica, festeggia la laurea con una raccolta fondi per donare un macchinario ai bambini in cura
Dopo aver vissuto in prima persona la difficile esperienza di una grave malattia cardiaca, Giacomo, un giovane laureato, ha scelto di celebrare il suo traguardo in modo speciale: trasformare i regali di laurea in una raccolta fondi a favore della cardiologia pediatrica che tanti anni prima lo aveva curato. Grazie alla generosità degli amici, è stato possibile acquistare un ECG Holter per il monitoraggio dei piccoli pazienti.
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Questa donazione nasce da un profondo senso umano, da un legame personale e indissolubile con l’ospedale e, in particolare, con la cardiologia pediatrica. Da “ragazzino” ho vissuto in prima persona cosa significa affrontare una malattia al cuore: un lungo percorso fatto di ricoveri, interventi, paure e speranze. Dopo quel calvario, culminato con un trapianto, porto dentro di me non solo le cicatrici fisiche, ma anche un forte sentimento di comprensione e appartenenza a quei corridoi, a quelle mura, a quelle persone.
Per questo, quando ho pensato a come rendere ancora più speciale la mia festa di laurea, ho sentito che trasformare i regali in una raccolta fondi per la cardiologia pediatrica era la cosa giusta. Un gesto istintivo, dettato dal cuore, che vale più di qualunque regalo materiale. Abbiamo contribuito in modo concreto, in accordo con il reparto, comprando un ECG Holter 24h, uno strumento fondamentale per il monitoraggio dei piccoli pazienti. Vedere la commozione e la gratitudine nei volti dei medici e degli infermieri ha rappresentato la soddisfazione più grande. È un’immagine che vale più di mille parole.
Infine, vorrei sottolineare come questo gesto non è stato solo mio. Anzi. Voglio fare una menzione speciale a tutti i miei amici: siamo stati una vera squadra. Io ho avuto l’idea e fatto da tramite con l’ospedale, ma tutti loro hanno donato con entusiasmo, senza esitare, e con una generosità che mi ha commosso. Siamo giovani, molti di noi studiano, pochi lavorano, eppure ognuno ha contribuito in modo importante. Senza di loro, quel macchinario oggi non sarebbe lì. È grazie a chi ha donato, a chi ha creduto in questa iniziativa, che abbiamo potuto fare qualcosa di così concreto e significativo.
Se oggi quel macchinario è lì, è soprattutto merito loro. Li ringrazio tanto.
Sono orgoglioso, non di me stesso, ma di noi. Rinunciare a qualcosa di materiale per aiutare chi soffre, soprattutto bambini malati, credo sia una delle cose più belle che si possano fare.Giacomo
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