Occhio alle truffe, fermato a Lavena Ponte Tresa veicolo sospetto con tre persone a bordo
Gli agenti del comandante Enrico Lanzalone sono entrati in azione prima che il trio colpisse. Posizioni al vaglio. "Massima attenzione"
Macchina con targa rumena, a bordo due donne e un uomo. Un comportamento circospetto, con una evidente capacità di individuare una potenziale vittima sola, magari isolata sebbene in mezzo ad altre persone. Ma ad osservare il terzetto c’erano anche gli agenti della Polizia Locale di Lavena Ponte Tresa, coordinati dal comandante Enrico Lanzone, commissario capo, che nella mattinata di mercoledì ha fermato, assieme alla sua pattuglia, il veicolo sospetto.
I documenti dei tre sono stati registrati e la loro posizione è attualmente al vaglio sebbene al momento non risultano contestazioni di natura penale: durante l’attività di controllo del territorio, i pubblici ufficiali non hanno riscontrato alcun reato in corso.
Tuttavia, come spiegano dal Comando, la presenza attiva degli agenti tra la gente e la capacità di riconoscere tempestivamente un potenziale rischio concreto possono agire da efficace deterrente. I tre, con ogni probabilità, erano alla ricerca di una vittima da colpire, ma sono stati fermati prima che potessero entrare in azione.
Come anticipato, sono in corso accertamenti sulla posizione di ciascun soggetto, anche in merito a eventuali precedenti di polizia, che potrebbero condurre all’attivazione di misure di prevenzione, come il Daspo(divieto di accesso a specifiche aree per un determinato periodo).
Lo schema d’azione di questi gruppi è ricorrente: identificano luoghi o soggetti vulnerabili — abitazioni private, persone anziane, supermercati, o individui in difficoltà — senza particolari distinzioni. Agiscono sfruttando la parte più fragile della persona, facendo leva sugli affetti, e sull’emotività (il finto incidente, l’arresto di un parente, la necessità di prelevare soldi) per poi colpire con una truffa, una richiesta di denaro, e infine far perdere le proprie tracce.
Per questo le forze di polizia raccomandano la «massima attenzione», e ad ogni dubbio non titubare e chiamare il 112.
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