Tony Hadley incanta Villa Arconati in una notte d’estate tra swing, nostalgia e quell’omaggio ai Queen
Più che un concerto, quella di domenica 13 luglio è stata una vera e propria dichiarazione d’amore alla musica e al tempo che passa e ci modella
Più che un concerto, quella di ieri sera è stata una vera e propria dichiarazione d’amore alla musica e al tempo che passa e ci modella. Un’esibizione sublime, quella di Tony Hadley, che nella splendida cornice di Villa Arconati ha regalato due ore di spettacolo autentico, grazie alla sua voce calda e potente e a un’energia travolgente. Già, perché il palco è il suo habitat naturale – e lui, da lì, non sembra avere alcuna intenzione di scendere.
Foto di Raffaele Della Pace
45 anni di successi
E’ partito alla grande il tour “The Big Swing – 45th Anniversary” che celebra i 45 anni dall’inizio della sua carriera, iniziata per lui con gli Spandau Ballet, nel periodo in cui tra gli altri suonavano Freddie Mercury, David Bowie o Boy George. Ad accompagnarlo, la Fabulous TH Band, impeccabile nel suono e nello stile, ma soprattutto pronta a seguirlo in ogni deviazione swing, già perché l’armonica voce del cantante britannico sembrava davvero tratteggiare iperbole capaci di ‘uscire dagli spartiti’ per poi rientrarci, in un esplosione soul carica di significato. Il concerto è stato prima di tutto un viaggio, che ha sintetizzato i 45 anni di carriera dell’artista, capace di attraversare generazioni e atmosfere: da True a Through the Barricades, da Gold e poi quel sorprendente tributo ai Queen, l’artista sceglie di cantare We are the Champions, bastano poche note per far alzare il pubblico che si assiepa sotto al palco, esplodendo in un liberatorio, quasi commosso, al quale Hadley risponde regalando un esibizione stupenda.
Una voce che sa raccontare il tempo
Tony Hadley ha cantato tanto e bene, ma ah anche raccontato, intervallando i pezzi con aneddoti e ricordi di una carriera incredibile, che lo ha portato attraversato le stagioni, le mode, i dolori, le cadute e le rinascite. E sul palco questo si sente, tutto. Tra un brano e l’altro, scherza, ringrazia, si emoziona. Parla dell’Italia come di una seconda casa, si dice felice di aprire proprio qui il suo tour, guarda il pubblico con uno sguardo sincero, quasi familiare. Il pubblico è composto da fan storici, coppie che si stringono la mano e che cantano assieme a lui, in platea però anche tanti giovani, incuriositi e che provano a tenere il ritmo, anche se non conoscono quei pezzi. Potere della musica, capace di arrivare al cuore, facendolo senza chiedere permesso, con l’incredibile caratteristica di eliminare filtri e distanze. Un vero e proprio ponte insomma, tra passato e presente, tra swing e pop, tra nostalgia e futuro. Hadley non ha suonato solo canzoni: ha messo assieme emozioni regalando momenti di altissimo livello musicale con una semplicità melodica incredibile.
13 luglio 1985
La partenza del tour di ieri sera è stata iconica anche nella scelta della data, il 13 di luglio del 1985 infatti, assieme agli Spandau Ballet, Hadley salì sull’iconico palco di Wembley dove si celebrava lo storico concerto-evento Live Aid, esibendosi nella sua ballata elegante e senza tempo che proprio in quel periodo era già considerata un classico, ‘True’.
L’applauso finale e quel silenzio che dice tutto
Quando si sono spente le luci e la voce si è dissolta nella notte, è rimasto un attimo di silenzio. Uno di quei silenzi pieni, carichi, veri. Poi sono partiti gli applausi, lunghi, sentiti. E lì si è capito che quella non era stata solo una bella serata d’estate.
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