Sessantacinque anni di Avis. A Viggiù è festa all’oratorio di Baraggia
Appuntamento domenica 7 settembre con la consegna delle benemerenze, la santa messa e un apericena. Il presidente onorario Piero Villa: "Grazie ai donatori di Viggiù, Saltrio e Clivio"
La sezione Avis di Viggiù-Saltrio-Clivio festeggia 65 anni e lo farà domenica 7 settembre all’Oratorio di Baraggia di Viggiù.
Il programma
Si comincia alle 16.30 con la cerimonia in cui verranno consegnate le benemerenze, si continua alle 18 con la S. Messa nella Chiesa di San Giuseppe officiata da don Marco De Bernardi. I festeggiamenti si concluderanno alle 19 con un incontro conviviale e un’apericena.
Attivi dal 1960
Una lunga e appassionante storia, quella dei volontari del sangue: «Operativa dal 1960, l’associazione ha saputo costruire nel tempo una rete solida di donatori, non solo fornendo un supporto alla sanità ma anche sensibilizzando la popolazione sul valore della donazione di sangue», ha sottolineato Piero Villa, presidente onorario.
Donatori sempre in crescita
«Il coinvolgimento dei cittadini di Viggiù, Satrio e Clivio è cresciuto soprattutto grazie a iniziative di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie e nei luoghi di aggregazione, dove si è cercato di far capire a tutti l’importanza di un atto così semplice eppure così cruciale per la vita di chi ne ha bisogno» – ha aggiunto il presidente.
Un punto di riferimento sociale e culturale
Oltre alla donazione del sangue, l’associazione è molto attiva con iniziative culturali e sociali mantenendo saldo il legame con il territorio e le traduzioni locali, come la partecipazione a feste patronali sagre e manifestazioni.
65 anni di storia che hanno consentito di evolversi verso una donazione strettamente gestita da chiamate programmate, grazie a un piano di disponibilità di sangue perfettamente integrato nella normale programmazione.
Un traguardo raggiunto grazie al continuo processo di sensibilizzazione della cittadinanza: «Negli ultimi decenni la comunicazione ha subito radicali cambiamenti e ad oggi notiamo che molte richieste arrivano via mail o tramite social network». E sul futuro, ha aggiunto: «Il nostro impegno si dirigerà verso la ricerca di nuovi donatori e l’obiettivo è quello di raggiungere con la comunicazione tutti i cittadini: naturalmente la speranza è quella che in molti rispondano e facciano propria la consapevolezza dell’estrema necessità di sangue che abbiamo».
I volontari raccontano: “Donare è un gesto importantissimo”
«Ho sempre desiderato far parte di questa associazione perché ne ho sempre condiviso i valori quali il dono gratuito, la solidarietà e l’aiuto verso gli altri. Donare sangue significa donare sé stessi agli altri, gratuitamente, senza avere nulla in cambio se non la certezza di aver salvato una vita umana. La donazione è una scelta libera e – soprattutto – consapevole che comporta grandi responsabilità verso il prossimo ma che al tempo stesso ti rende sereno ed appagato, certo di aver fatto la cosa giusta». Questo è il racconto di Giorgia Granata, membro del consiglio direttivo da 5 anni.
Alessandro, donatore da ormai 12 anni, sulla propria esperienza sottolinea: «Ho iniziato quasi per caso, un po’ per un’amica un po’ per mio papà, presto ho però capito che quel gesto in apparenza semplice fa davvero la differenza. Non richiede molto impegno e in cambio ti prendi cura della tua salute con controlli e visite. Quando finisci, ti resta una sensazione forte: quella di aver fatto qualcosa di concreto per chi sta vivendo un momento difficile. Donare sangue non cambia solo chi riceve ma anche chi dona».
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