A Varese torna il “rumore” per Gaza: domenica in piazza per rompere il silenzio sul massacro

Domenica 7 settembre nuova manifestazione in piazza Montegrappa, tra pentole, fischietti e attività artistiche per i più piccoli in segno di solidarietà con la popolazione palestinese

Generico 01 Sep 2025

Ogni domenica sera, da quasi due mesi, piazza Montegrappa a Varese si riempie di suoni forti, metallici, irregolari. È il «rumore» che rompe il silenzio. Un gesto collettivo e simbolico con cui centinaia di persone denunciano la strage in corso a Gaza e la carestia che colpisce la popolazione palestinese. L’appuntamento si ripete anche domenica 7 settembre 2025, con ritrovo a partire dalle 21.00 e il consueto momento di “baccano” dalle 22.00 alle 22.15.

Un gesto che unisce: quindici minuti di rumore per Gaza

L’iniziativa nasce dall’appello della giornalista palestinese Bisan Owda, che ha invitato il mondo a scendere in piazza con pentole e mestoli: simboli della fame che a Gaza si è trasformata in arma di guerra. A Varese la chiamata è stata raccolta dal Comitato Varesino per la Palestina, sostenuto da associazioni, famiglie e gruppi informali, che ogni settimana danno vita a questo atto di protesta collettiva. «Rumore! Finché a Gaza non cesserà il genocidio, finché la Palestina non sarà libera» è il grido che accompagna il suono di coperchi e fischietti, strumenti improvvisati ma efficaci nel risvegliare coscienze e attirare attenzione.

In piazza per dire no alla fame come arma

L’appuntamento di domenica 7 settembre inizierà già dalle 21.00 con uno spazio di incontro e condivisione. Ci sarà la possibilità di conoscersi, confrontarsi, accogliere i bambini con attività artistiche. Poi, alle 22.00, scatteranno i quindici minuti di rumore, per ribadire che di fronte alla morte per fame e alla distruzione, non è possibile restare in silenzio.
Secondo i dati diffusi il 3 settembre 2025 da OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari, dall’inizio del conflitto il 7 ottobre 2023 sono stati uccisi a Gaza 63.746 palestinesi e oltre 161.000 sono rimasti feriti. Solo nell’ultima settimana, tra il 27 agosto e il 3 settembre, i morti sono stati 571, con più di 2.300 feriti. La carestia, intanto, continua a mietere vittime: il 3 settembre sei persone – tra cui un bambino – sono morte per malnutrizione, portando a 367 il numero delle vittime uccise di fame.

Un appello che vuole superare i confini locali

Il Comitato Varesino per la Palestina invita a far crescere questa mobilitazione anche oltre i confini della città. L’appello è che «in ogni piazza si battano le pentole», che le chiese suonino le campane, che si faccia rumore come eco della sofferenza di Gaza. Non per un giorno solo, ma con costanza, «finché il genocidio non cesserà e la Palestina non sarà libera».

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Erika La Rosa
erika@varesenews.it
Pubblicato il 06 Settembre 2025
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