Processo a Marco Manfrinati: “Odiava tutti noi”, a Varese parlano le vittime
La lunga disamina dei fatti che hanno portato all’omicidio di Fabio Limido e al tentato omicidio della figlia Lavinia il 6 maggio 2024
“L’unico modo che avevo per andarmene da lui era di scappare”. In tarda mattinata, giovedì, è cominciato l’esame delle parti offese nel processo che vede imputato Marco Manfrinati per omicidio volontario pluriaggravato del suocero Fabio Limido e del tentato omicidio premeditato dell’ex moglie Lavinia Limido (nella foto Lavinia Limido e la madre Marta Criscuolo).
Ed è stata proprio quest’ultima ad aver cominciato a parlare come testimone dell’accusa nell’udienza dinanzi alla Corte d’Assise di Varese. L’escussione è cominciata dopo una breve camera di consiglio nella quale è stata discussa l’opportunità di considerare gli elementi emersi nel processo per stalking che ha visto la recente condanna di Manfrinati proprio per gli atti persecutori rivolti nei confronti della famiglia della ex moglie.
Un contesto famigliare che si è deteriorato rapidamente fra i due – Marco e Lavinia, conosciutisi proprio in tribunale a Varese mentre la ragazza era praticante – dopo un primo periodo di relativa stabilità, ha raccontato Lavinia Limido, che ha ricostruito l’inizio della relazione col marito e i problemi sorti specialmente dopo la nascita del figlio e palesati attraverso atteggiamenti violenti, necessità di perenne controllo, messaggi continui, fino alla fuga della donna nel luglio 2022 dalla casa familiare di Busto Arsizio.
Il racconto stimolato dalle domande della pm Claudia Maria Contini prosegue verso i fatti che hanno portato all’arresto dell’ex avvocato di Busto Arsizio, cioè l’omicidio avvenuto a Varese in via Menotti il 6 maggio del 2024 quando l’imputato accoltellò a morte il suocero e tentò, sempre secondo l’accusa, di uccidere la moglie sfigurandola.
Manfrinati, difeso dall’avvocato Elio Giannangeli, non era in aula. La seconda teste, la madre di Lavinia, Marta Criscuolo, parlerà successivamente nel corso dell’udienza: è parte civile rappresentata dall’avvocato Fabio Ambrosetti.
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