“Aiutare gli altri mi sta cambiando”: il servizio civile raccontato da Francesca Graziano
Ospite alla trasmissione "La Materia del Giorno" di Varesenews, Graziano ha raccontato la sua esperienza con Fondazione Progetto Arca, tra aiuto agli altri e crescita personale. Opportunità aperta ai giovani dai 18 ai 28 anni
Un anno per mettersi alla prova, crescere personalmente e contribuire al bene della comunità. È questo ciò che offre il servizio civile, un percorso volontario rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni, con durata dagli otto ai dodici mesi, sia in Italia che all’estero. Tra i circa 52mila volontari attivi, c’è Francesca Graziano, 25 anni, del Luinese, che da maggio scorso presta servizio presso Fondazione Progetto Arca, a Varese.
Francesca è una delle tante giovani che hanno scelto di dedicare un anno della propria vita alla comunità: “Ho scelto questo progetto perché volevo buttarmi su qualcosa di nuovo, fare esperienza e aprirmi agli altri. Sono una persona introversa e questa esperienza mi sta aiutando a superare i miei limiti”.
Il servizio civile offre ai giovani la possibilità di operare in diversi settori: dall’assistenza alla protezione civile, dall’educazione ai beni culturali, fino agli uffici e ai CAF. In Italia o all’estero, i volontari ricevono un rimborso spese, crediti formativi se compatibili con il percorso di studi e una riserva nei concorsi pubblici. La candidatura si effettua online tramite SPID sul sito politichegiovanili.gov.it; il bando per il prossimo anno sarà pubblicato tra metà dicembre e gennaio. Dopo la presentazione della domanda, gli enti valutano i candidati con colloqui mirati a comprendere motivazioni e disponibilità.
Nel caso di Francesca, l’esperienza si svolge a Casa Arca, centro diurno polifunzionale per persone senza fissa dimora. Ogni giorno, tra le trenta e le cinquanta persone trovano un luogo dove fare colazione, pranzare e ricevere supporto sanitario e legale grazie alla collaborazione con associazioni come Croce Rossa, Avvocati di strada e Sanità di frontiera. “All’inizio ero un po’ in difficoltà perché non sapevo cosa aspettarmi. Ma pian piano mi sono inserita, imparando a entrare in punta di piedi nelle vite degli altri”, racconta.
L’attività di Francesca non si limita a distribuire pasti o supportare le persone nella gestione di pratiche burocratiche: è un percorso di crescita personale e professionale. “Il servizio civile mi sta aiutando a vedere le cose da un altro punto di vista, a capire le difficoltà diverse delle persone e a comprendere cosa mi piace fare nella vita lavorativa. Prima avrei detto che non mi interessava stare a contatto con le persone, oggi capisco che è proprio quello che voglio fare”.
Il servizio civile è anche un’occasione per entrare nel mondo del lavoro con maggiore consapevolezza. Molti giovani, infatti, affrontano le prime esperienze professionali con dubbi e timori: “Conosco persone che hanno provato progetti in ufficio e hanno capito che non era il loro percorso. Per me, invece, stare a contatto con le persone è diventato un punto di partenza fondamentale”.
Oltre al lato umano, il servizio civile offre un piccolo rimborso spese e un impegno settimanale di circa venticinque ore distribuite su cinque giorni. Questo consente a chi studia, come Francesca, di conciliare formazione e volontariato, sperimentando allo stesso tempo un contesto lavorativo concreto.
Francesca sottolinea anche il valore umano di un’esperienza che va oltre il mero aspetto lavorativo: “Ogni giorno vedo persone affrontare difficoltà diverse, e questo mi insegna ad apprezzare di più ciò che ho e a sviluppare empatia. Il servizio civile è un’occasione unica per crescere, capire cosa ci piace e imparare a relazionarsi con gli altri”.
Un anno di servizio civile, dunque, non è solo un periodo di volontariato: è un’opportunità per sperimentare la vita reale, esplorare nuove strade professionali, contribuire alla comunità e conoscere meglio se stessi. Per chi è indeciso sul proprio futuro, come spiega Francesca, può diventare un punto di partenza fondamentale: “È un’esperienza che consiglio a tutti i giovani. Non solo per il rimborso o l’esperienza professionale, ma soprattutto per crescere personalmente e capire chi vogliamo diventare”.
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