Una fiume di gente per la Palestina: in quattromila al corteo di Varese
La più partecipata manifestazione degli ultimi anni: studenti, famiglie, sindacati e cittadini di ogni nazionalità hanno riempito il corteo dal centro fino alla Prefettura
Ha superato ogni aspettativa la manifestazione pro Palestina a Varese organizzata da Cgil, nell’ambito dello sciopero generale nazionale, nella mattina del 3 ottobre.
Le prime voci parlavano di tremila persone, ma è molto più probabile che i partecipanti siano arrivati e abbiano superato quota quattromila: di certo, è stato il più grande e partecipato corteo dell’ultimo decennio. Per numeri, ma anche per la varietà dei volti e delle presenze. Il numero di persone che ha sfilato era di gran lunga più alto delle più partecipate manifestazioni degli ultimi anni.
In corteo c’erano gli studenti delle scuole superiori con i loro originali e colorati cartelli, il comitato Pro Palestina che da settimane si ritrova alla tenda dei Giardini Estensi, diverse sigle sindacali, tante famiglie e persone di ogni nazionalità. Presenti anche diversi rappresentanti politici, che hanno però scelto di unirsi alla manifestazione in veste di semplici cittadini.

La manifestazione, partita da piazza Monte Grappa intorno alle dieci, si è snodata in un percorso inusuale, ma di grande impatto: ha infatti attraversato via Sacco ed è passata davanti al Municipio, per poi imboccare via XXV Aprile, dove gli studenti, davanti al blocco di scuole secondarie, hanno incitato professori e curiosi ad unirsi.
Particolarmente suggestivo il colpo d’occhio dalla fontana di piazza Libertà verso via XXV Aprile: la lunga fiumana di gente diretta verso la Prefettura sembrava non avere fine, restituendo un’immagine potente della partecipazione e del coinvolgimento della città.

Una volta arrivati a Villa Recalcati una delegazione composta da sindacati, comitati e studenti è stata ricevuta dal Prefetto di Varese. Da lì, il lungo corteo è tornato al punto di partenza, e in piazza Monte Grappa, intorno alle 12.30, gli studenti hanno improvvisato un sit-in che ha bloccato auto e pullman fino al primo pomeriggio. Tutto tranne le ambulanze, fatte passare al grido di “Noi non siamo Israele“.
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