Artoni rilancia: “A Luino serve un Commissariato di Pubblica Sicurezza, il territorio non può più aspettare”
Il candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di primavera, interviene con forza dopo i recenti episodi di violenza avvenuti in città e nei dintorni, rilanciando la richiesta – già respinta in passato dal Consiglio comunale – di istituire un Commissariato di Pubblica Sicurezza
Torna al centro del dibattito politico il tema della sicurezza a Luino. Furio Artoni, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative di primavera, interviene con forza dopo i recenti episodi di violenza avvenuti in città e nei dintorni, rilanciando la richiesta – già respinta in passato dal Consiglio comunale – di istituire un Commissariato di Pubblica Sicurezza.
“La maggioranza ha bocciato quella mozione con motivazioni pretestuose”, scrive Artoni in una nota. “Intanto, mentre si minimizzano gli episodi, i fatti parlano da soli: risse, accoltellamenti, aggressioni. Il machete in pieno centro non è un caso isolato, ma il sintomo di un degrado che non si può più ignorare.”
Il candidato cita le aggressioni della notte di Halloween, su cui i Carabinieri di Luino hanno recentemente identificato i presunti responsabili, come ulteriore segnale della situazione critica.
“A Luino il Commissariato c’era già”
Artoni ricorda, con il supporto di due ex poliziotti luinesi, Pietro Agostinelli ed Egidio Carlomagno, che “Luino aveva un vero Commissariato di Pubblica Sicurezza fino al 1968, operativo proprio nell’attuale sede del Municipio. Poi venne soppresso con un decreto dell’allora Capo della Polizia, Angelo Vicari, lasciando sul territorio soltanto l’Ufficio di Polizia di Frontiera”.
“Un presidio importante – continua Artoni – ma privo dell’autorità di pubblica sicurezza. Il risultato è che oggi il sindaco è formalmente Autorità di Pubblica Sicurezza, ma senza strumenti per esercitare quel ruolo.”
Un territorio ampio e risorse limitate
Nella sua analisi, Artoni evidenzia anche le difficoltà operative delle forze dell’ordine: “La Compagnia dei Carabinieri copre un territorio vastissimo, da Veddasca a Leggiuno, dalla Valcuvia alla Valganna, con organici ridotti e mezzi insufficienti. L’Ufficio Polizia di Frontiera è stato dichiarato ‘sede disagiata’ lo scorso luglio, segno di un impegno enorme a fronte di risorse limitate.”
Con la soppressione della Polizia Ferroviaria nel 2017, aggiunge, “il cerchio si è chiuso, lasciando un vuoto che ha favorito l’espansione del degrado.”
L’appello ai Comuni del Luinese
Artoni propone di costruire una rete istituzionale a sostegno della richiesta: “Invito i sindaci e i consigli comunali dei comuni limitrofi – da Germignaga a Portovaltravaglia, da Maccagno a Lavena Ponte Tresa – ad approvare insieme un documento che chieda al Ministero dell’Interno l’istituzione di un Commissariato di Pubblica Sicurezza a Luino. Una sola voce può essere ignorata, dieci no.”
Il candidato collega la necessità di un presidio più forte anche all’imminente arrivo, previsto per marzo, di alcuni minori provenienti dal carcere minorile Beccaria, che saranno ospitati all’Asilo Mariuccia di Portovaltravaglia. “Pensare che questo non avrà conseguenze sul territorio è irresponsabile”, avverte.
“Non accontentatevi”
Artoni annuncia di aver depositato una nuova mozione in Consiglio comunale, ribadendo la richiesta di trasmettere formalmente al Ministero dell’Interno, al Prefetto e ai parlamentari la proposta di istituire un Commissariato a Luino, “con Autorità di Pubblica Sicurezza, organico adeguato e una sede logistica idonea”.
Il messaggio finale è rivolto direttamente ai cittadini: “Non accontentatevi. Non credete a chi dice che va tutto bene mentre i vostri figli hanno paura di uscire la sera. A Luino non chiediamo un privilegio, ma il ripristino di ciò che già c’era. La sicurezza è un diritto, non un favore.”
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