Dopo il concerto neonazista a Lonate “il silenzio diventa complicità”
Dura nota della lista civica Uniti e Liberi, dopo la scoperta del raduno dei naziskin e per i silenzi dal municipio
Dopo il concerto-raduno con centinaia di filonazisti provenienti da tutta Europa, a Lonate Pozzolo «il fatto non può lasciare indifferenti e, anzi, richiede che resti sotto l’attenzione di tutti, senza che cali il silenzio su una questione di simile importanza»: «Il silenzio diventa complicità» dice la lista civica d’opposizione Uniti e Liberi, che per prima ha sollevato il caso in Italia, dopo la inchiesta della piattaforma antifascista Exif pubblicata in Germania.
A cosa si riferisce la civica guidata dall’ex sindaca Nadia Rosa.
Al silenzio dietro cui si è trincerata l’amministrazione comunale lonatese: «Non è ammissibile che a distanza di giorni dalla notizia l’amministrazione non sia ancora intervenuta per affermare con forza che sul territorio di Lonate Pozzolo non è accettabile che si svolga un raduno nazifascista di una associazione omofoba, razzista, violenta che propone la sua ideologia di suprematismo bianco, inneggiando a Hitler durante i suoi incontri. Com’è possibile che ancora la maggioranza non si sia espressa, a parte il vicesindaco che, interpellato dalla stampa, afferma di non sapere nulla?»
«Il sindaco di un paese non dovrebbe esitare un minuto dopo aver appreso la notizia per condannare la presenza sul suo territorio di simili personaggi e della loro ideologia, indipendentemente da come e dove si sono trovati» insiste la civica. «C’è una bella differenza tra legittime idee conservatrici di destra e ideologia nazista! Il gruppo che si è riunito a Lonate Pozzolo è dichiarato fuorilegge in Germania, tanto è vero che lì non possono riunirsi. Sono un gruppo filonazista e pertanto sono indesiderati sul territorio lonatese. Questo doveva dichiarare subito la sindaca, senza negarsi ai giornalisti e senza attendere di confrontarsi con la sua giunta!»
«In una situazione simile di cui si sta parlando ormai a livello nazionale, non è accettabile adottare la solita tattica del silenzio in attesa che la tempesta passi. Non sarebbe la prima volta, ma oggi è ancora più intollerabile per i tanti cittadini indignati che ancora una volta non sono rappresentati dalla sindaca che tace».
500 neonazisti sotto il tendone della Pro Loco. “Ha prenotato una sola persona, non c’erano indizi”
Uniti e Liberi poi riserva un passaggio anche alla posizione della Pro Loco, nei cui spazi si è svolto il raduno-concerto.
«Il presidente afferma di non aver saputo chi fosse l’affittuario della sala, ma questo non basta come giustificazione, così come non è sufficiente annunciare un comunicato della Pro Loco che uscirà nei prossimi giorni: la questione è talmente grave che non ammette rinvii. Due consiglieri della Pro Loco [Melissa Derisi e David Minato, ndr] si sono già dimessi. A nostro parere tutto il consiglio Pro Loco, Presidente compreso, dovrebbe presentare subito le proprie dimissioni. Nessuno accusa la Pro Loco di condividere le idee di chi si è riunito nella tensostruttura, ma la superficialità dimostrata nelle decisioni e nella gestione della situazione, oltre al danno creato alla comunità lonatese e alla stessa Pro Loco come istituzione non consentono altra conclusione che le dimissioni».
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