“Il Male è disgregare i Comuni che oggi si adoperano nelle Comunità montane”
Il consigliere di Porto Ceresio Virgilio Benzi riflette sui tre criteri introdotti dalla legge del 12 settembre 2025 che, di fatto, dimezzano il numero di comuni considerati montani
I nuovi criteri introdotti con decreto, dimezzano il numero di comuni considerati “montani”. Il taglio ha colpito fortemente il Varesotto e, in particolare, le comunità del Verbano e del Piattello.
Il consigliere Virginio Benzi di Porto Ceresio riflette sul valore delle comunità e sull’impoverimento che porterà la nuova legge.
«Benché le 23 Comunità montane lombarde non siano esenti da una notevole contraddizione in quanto hanno escluso dai loro Statuti la partecipazione delle Minoranze, decisione che si colloca al limite del crinale tra democrazia e governo della sola maggioranza che trovo assai sgradevole vorrei esprimere alcune considerazioni di merito alle Comunità montane e di demerito alla legge 131/2025 promossa dal Ministro Roberto Calderoli sul taglio dei Comuni montani.
Questa legge, dimentica la storia delle Comunità montane ed anziché farle rifiorire le monca e ne limita le capacità e la prospettiva futura.
1) Se, la montagna oggi è si sofferente ma resiste lo dobbiamo riconoscere in larga misura ai Comuni che da oltre mezzo mezzo secolo uniti nelle Comunità montane e, da ultimo alle Regioni che le sostengono.
2) Che, la montagna non si cura con la statistica tra pendenze e dislivelli ma, con le buone pratiche e buon governo del territorio che, dal 2008 le 23 Comunità montane lombarde istituite dalla Regione promuovono e perseguono.
3)Che, le Comunità montane non sono sanguisughe dello Stato né tantomeno dei 200 milioni che il Governo stanzia per il Fondo per la Montagna ai 4.000 Comuni che, servono alla pura sopravvivenza. Servirebbero invece miliardi e non tagli per curare il territorio montano da frane e dal rischio idrogeologico e permettere alle popolazioni residenti maggiori servizi ciò, che faticosamente e con limitate risorse promuovono le Comunità montane.
4) Che, tutte le Comunità montane d’Italia a partire dai loro Presidenti, Assessori e Sindaci svolgono il loro mandato programmatico politico e amministrativo senza percepire alcun compenso, ma con il dovere civico di rappresentare e servire le popolazioni residenti.
5) Il Male è, disgregare le comunità dei Comuni che oggi si adoperano nelle Comunità montane, il bene invece e mantenerle unite per migliorare sia il territorio che i servizi ai cittadini.
6) Il dubbio è, che questa legge sia stata predisposta dai suoi esperti appositamente con i soli principi di altimetria e pendenza.
Viceversa a mio avviso altri avrebbero dovuto essere i parametri dettati ai suoi esperti per conoscere i Comuni che fanno parte delle Comunità Montane ovverossia una radiografia dei servizi ai cittadini, gli interventi effettuati negli anni e i loro programmi.
Forse che questo era un lavoro assai faticoso per i suoi esperti ed ha preferito semplificare con due o tre semplici dati ISTAT?
Con sincerità mi auguro che la sua Legge venga pesantemente corretta.
Virgilio Benzi Consigliere comunale di Porto Ceresio Porto Ceresio fa parte della Comunità montana del Piambello, e risulta tra i Comuni montani esclusi.
Dal 2010 nel Patrimonio mondiale UNESCO,confinante con la montagna Svizzera del monte S.Giorno nell’UNESCO dal 2003».
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