Il racconto di una comunità che nasce: la parola ai giovani di Magari Domani Onlus

Nel primo appuntamento della rinnovata collaborazione con VareseNews, alcuni giovani adulti dell’associazione si presentano attraverso immagini, metafore e scelte narrative che rivelano identità, sensibilità e visioni personali

generica

(A cura di Magari Domani Onlus)

Quante volte può essere capitato ad ognuno di noi, in qualsiasi tipo di evento di natura sociale che prevedesse una comunione comunicativa, che ci venisse chiesto di presentarci? Non sempre risulta semplice scavare dentro di sé e decidere che cosa consegnare all’ascolto dell’Altro. 

È una scelta. Questo primo articolo, che fungerà da apripista nel rinnovamento della collaborazione tra VareseNews e Magari Domani Onlus, rappresenta un nuovo orizzonte in cui gli argomenti da trattare, le fonti da cui attingere, le informazioni da fornire e i punti di vista da cui guardare verranno riposti nella possibilità di scelta di alcuni dei giovani adulti della Magari Domani Onlus. 

Per spiegarvi cos’è e di cosa si occupa la Magari Domani Onlus avremo tempo. Ora alberga l’impazienza di raccontarvi qualcosa di noi, affinché, posando gli occhi su queste parole, possiate iniziare a conoscerci.

Parto con il presentarmi: sono Valentina, un’educatrice professionale e, negli articoli che leggerete, sarò una semplice tessitrice. Cercherò di cucire il contributo di ogni giovane adulto creando un tessuto narrativo che possa farvi immergere non solo nel nostro mondo, ma anche nel loro modo di vedere e vivere il mondo, allestendo uno spazio scenico in cui i fari illumineranno ciò che desidereranno comunicare.

Ragionando insieme sul come prepararci nel presentarci a voi abbiamo riflettuto su una domanda: se fossimo una band, quali membri saremmo? Ecco, Marika, Azzurra e Luca comporrebbero un fantastico terzetto canoro, in cui, come è stato da loro detto “è importante che ognuno faccia la sua parte rispettando gli altri”. Davide, invece, si sentirebbe il batterista, pronto a tenere il ritmo. Rebecca, d’altro canto, ha attuato un piccolo movimento rivoluzionario rispetto alla richiesta, affermando: “io ascolto”, uscendo dal palco e posizionandosi tra il pubblico.

Così abbiamo iniziato a ragionare al di fuori della nostra individualità, provando a pensarci creativamente e metaforicamente in una band in cui, come in ogni gruppo, il contributo di ognuno non è solo importante, ma fondante rispetto alla melodia da produrre. Forse nella nostra band manca qualche strumento: un pianoforte, una chitarra, un basso, magari anche un sassofono. Ma non siamo soli, qui con noi ci siete anche voi.

Esiste un patto narrativo tra autori e lettori, e noi vogliamo stringerlo così.

Marika, Azzurra, Luca e Davide si stanno preparando per salire sul palco, Rebecca sta scegliendo il suo posto tra il pubblico e, per prepararci a tutto questo, abbiamo esplorato la narrazione e le illustrazioni dell’albo “La scarpa”, di Valentina Maselli e Daniela Pareschi. In esso una scarpa sinistra abbandonata sul ciglio della strada diventa fonte di curiosità, di “buone domande” e di interpretazioni tra le più disparate da parte di chi la incontra sul proprio cammino, una completamente diversa dall’altra. 

E noi, al medesimo modo, ci stiamo preparando per questo nuovo cammino come se incespicassimo in quella scarpa e volgessimo ad essa il nostro sguardo, ognuno il proprio, in tutto il suo protagonismo. Quella scarpa sarà innanzitutto la nostra Magari Domani Onlus, con la possibilità di trasformarsi poi in molto altro, tematiche che scopriremo lungo il percorso! Ci auguriamo di ritrovarvi nel nostro prossimo articolo, in cui inizieremo a scoprirne di più.



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Pubblicato il 02 Dicembre 2025
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