La festa per i 90 anni del “Franco Ossola”: Varese celebra il suo stadio e guarda al futuro
Tra storia sportiva, testimonianze e un inno creato appositamente, i 90 anni dello stadio di Masnago diventano occasione per riflettere sul futuro dell’impianto, tra riqualificazione, progetti e nuove prospettive. Galimberti: "Nel Pgt abbiamo dedicato una pagina per il futuro dello stadio"
Il “Franco Ossola” ha spento ieri – lunedì 8 dicembre – le sue novanta candeline e nella serata di martedì 9 dicembre Sala Montanari ha ospitato istituzioni, sportivi, tifosi e addetti ai lavori per ripercorrere la storia di uno degli impianti più iconici della città. Inaugurato nel 1935 e diventato negli anni un simbolo della città, lo stadio di Masnago è stato al centro di una celebrazione ricca di emozioni, immagini rare, testimonianze e ospiti illustri.
L’iniziativa, ideata dal giornalista Vito Romaniello – direttore di GiocaBetTv – ha raccolto un entusiasmo oltre le aspettative. «Da tre anni racconto gli stadi come luoghi identitari delle città italiane – ha spiegato Romaniello aprendo la serata – e qualcuno mi faceva notare che parlavo di tutta Italia tranne che di Varese, la mia città. Così è nato questo progetto: è un momento storico in cui il tema stadi è particolarmente sentito, e il “Franco Ossola” meritava una celebrazione tutta sua».
Le parole di sindaco e assessore
Tra i vari protagonisti della serata – dalla memoria di Anastasi e il Peo Maroso – c’è stato anche l’intervento del sindaco Davide Galimberti, che ha fatto il punto sul presente dell’impianto ma soprattutto sulla visione futura legata a una riqualificazione. «È giusto celebrare i 90 anni di questo stadio – ha dichiarato il sindaco –. Come saprete, poche settimane fa è stato pubblicato un documento molto importante, collegato allo strumento urbanistico: la Valutazione Ambientale Strategica del nuovo PGT. È evidente che un impianto come lo stadio, che coinvolge non soltanto il suo sedime ma anche tutte le aree limitrofe, debba essere perfettamente inserito nel quadro della futura pianificazione urbana. A pagina 209 del documento, se non erro, è riportata una scheda puntuale che illustra le prospettive legate a quest’opera. Solo dopo le valutazioni di impatto e di incidenza si potrà pensare concretamente alle infrastrutture strettamente sportive e a quelle di maggiore interesse per la città».
Galimberti ha poi ampliato lo sguardo alle prospettive di sviluppo: «L’occasione è anche quella di valorizzare pienamente una struttura sportiva moderna, efficiente, non solo legata al calcio ma capace di offrire diverse opportunità di sport e di frequentazione. Questo è l’obiettivo che la città si dà: guardare oltre, ispirarsi ai modelli delle città medio-grandi che hanno alla base un forte progetto sportivo. Il nostro è un territorio ricco di energie, con diverse realtà che gravitano attorno all’area varesina. Dobbiamo fare sistema perché risorse e impianti sono fondamentali, soprattutto in un’epoca in cui la razionalizzazione è un tema centrale. Molte persone qui presenti hanno fatto la storia della Varese Calcio e dello sport: le ringraziamo. Ma dobbiamo anche guardare avanti, consolidando la vocazione sportiva di questo territorio. E quindi, viva il “Franco Ossola”».
A seguire è intervenuto anche l’assessore allo sport Stefano Malerba: «Conosciamo questo stadio sul quale l’amministrazione sta facendo ragionamenti molto seri. È sicuramente la struttura più complessa su cui intervenire, sia per le dimensioni sia per il suo valore complessivo, ma ci stiamo lavorando. Come diceva il sindaco, il VAS ha recepito le intenzioni espresse e la scheda è disponibile a tutti. Sono fiducioso: siamo già riusciti a portare avanti molti interventi di ristrutturazione sugli impianti sportivi e credo che anche questo, alla fine, potrà vedere la luce».
Una celebrazione che diventa slancio verso il futuro
L’evento non è stato soltanto un tributo al passato, ma anche un’occasione per riflettere sul ruolo che il “Franco Ossola” potrà avere nei prossimi anni: un impianto rinnovato, integrato nella visione urbanistica della città e capace di accogliere diverse discipline.
Sergio Gianoli ha raccontato la storia del velodromo dedicato a Luigi Ganna e alle innumerevoli gare internazionali che hanno portato Varese nel mondo, ricordando anche le diverse edizioni della “Tre Valli Varesine” che vedevano l’arrivo a Masnago.
Tra i fruitori del “Franco Ossola” ci sono stati anche gli Skorpions del football americano, che sono nati ai piedi del Sacro Monte e nelle ultime stagioni sono tornati per affrontare il campionato maggiore del football italiano.
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