Terra di leggende, il regno delle bocce – Tiro di precisione

Come ogni domenica Roberto Bramani Araldi, con i suoi divertenti racconti e il suo stile, ci porta nell'affascinante mondo delle bocce

 il regno delle bocce – Tiro di precisione

Era bravo, non solo sapeva giocare alle bocce, ma era quasi un campione, tanto da disputare da qualche anno il circuito più prestigioso: il campionato a squadre di Serie A, dove era utilizzato nella terna a causa della sua ecletticità, visto che sapeva accostare decentemente e colpire sia di raffa sia di volo.
La sua squadra non eccelleva in assoluto, in genere si posizionava a metà classifica, con risultati altalenanti, più positivi in casa, un po’ meno in trasferta, tuttavia le prestazioni erano abbastanza soddisfacenti: bisognavo lottare, porre attenzione ai minimi dettagli per evitare di precipitare nelle gore degli aspiranti alla retrocessione.

Ruggero, così si chiamava, spesso non sapeva se andare orgoglioso del suo nome, ricordando Ugo Foscolo e il suo celebre sonetto che si concludeva con i versi “e mentre io guardo la tua pace, dorme/quello spirto guerrier ch’entro mi rugge” oppure seccarsi per l’accostamento con il cognome Malnati, per cui qualche bello spirito, abbastanza a conoscenza delle poesie foscoliane, intonava “Il Malnati che rugge, che brutta storia!”
Rimane il fatto che lui si appassionava alla manifestazione, disputava sistematicamente le due terne, talvolta era coinvolto anche in coppia, le trasferte erano anche nel sud d’Italia, quindi anche affascinanti per la diversità dei luoghi e dei paesaggi, si sentiva partecipe e si divertiva.

Solo che talvolta gli elfi della foresta, in questo caso la Federazione, nel campionato precedente decise di togliere una terna e d’inserire al suo posto il tiro di precisione che avrebbe donato al vincitore il punto che di solito era di competenza della prima partita di terna. La cosa al Ruggero non era piaciuta per niente, gli veniva sottratta una parte di agonismo che lui adorava e il tiro di precisione, con le bocce poste in modo diverso sul tappetino a tre distanze differenti, con punteggi a salire quanto più aumentava distanza e difficoltà, per un totale di tredici tiri, rappresentava una variante davvero ostica per la sua mentalità.

 il regno delle bocce – Tiro di precisione

E’ vero che il giocatore designato non sarebbe stato lui, bensì il Mario, comunque la novità non l’aveva per nulla solleticato, siamo d’accordo che “Nota res mala optima” – meglio il diavolo che conosci che quello che non conosci – comunque il Malnati aveva smoccolato parecchio per il cambiamento.
I risultati conseguiti nel tiro di precisione dal prescelto erano stati altalenanti, seppure non deludenti in assoluto, solo che – sempre i soliti folletti, questa volta della propria compagine – decidevano di far ammalare il Mario: seduta straordinaria della squadra per decidere chi l’avrebbe sostituito. E direttore tecnico e compagni furono tutti concordi per indicare Ruggero.

 il regno delle bocce – Tiro di precisione

Apriti o cielo, come esclamavano i pagani per significare l’arrivo di catastrofi, Ruggero si agita, approccia un rifiuto, ma ormai “Alea iacta est”, secondo Cesare quando varcò il Rubicone per iniziare la guerra civile contro Pompeo, e deve rendersi disponibile ad affrontare l’avventura.
All’idea di dover colpire bocce o pallini per avvicinarsi il più possibile al punteggio massimo di 47, il nostro, tre giorni prima della competizione in trasferta, comincia ad avere incubi notturni, tenta di addormentarsi, si rivolta continuamente fra le coltri, sbuffa, si alza a sorseggiare caraffe d’acqua, torna a letto senza alcun risultato tangibile e questo per due giorni, fino al fatidico incontro.
E’ ridotto a uno straccio, i compagni gli fanno notare che lui sa bocciare sia di raffa sia di volo, perciò non deve preoccuparsi, vedrà che tutto andrà bene.

 il regno delle bocce – Tiro di precisione

S’inizia con le prove di cinque minuti, che procedono a sbalzi, qualcuna sì, qualche altra no, quasi nella norma, almeno a confronto con l’esibizione dell’avversario.
Poi si parte con i tiri sulla distanza più ridotta e Ruggero colpisce, fa punteggio pieno, nove su nove, e passa in vantaggio. A quel punto qualcosa s’incunea nella sua mente, si lascia assalire dal timore di sbagliare e di pregiudicare il discreto risultato sinora conseguito, oppure di non riuscire a mantenere la medesima precisione al crescere delle difficoltà?
Non è dato sapere, il Malnati – veramente tale da lì in poi – non ne indovina più una e viene naturalmente surclassato dal competitore maggiormente preciso.

La partita finisce con la sconfitta del Ruggero che, mesto e consapevole della pessima figura offerta, medita sulle sue responsabilità: l’aveva detto, ripetuto, che il tiro di precisione per lui era un’orrenda alterazione dello schema collaudato di confronto delle competizioni a squadre. Sta pensando di smettere di giocare, di limitarsi alle gare locali, chiudere con la sua Società. Lo farà veramente? Forse sarà necessario attendere il prossimo turno e vedere come sarà assorbito il tiro di precisione!

Roberto Bramani Araldi

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Pubblicato il 28 Dicembre 2025
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