“Sua figlia è in isolamento in ospedale per un virus”: truffa telefonica sventata a Varese
Una donna di Varese racconta la tentata truffa ai danni dei suoi genitori anziani: una finta chiamata da un medico del pronto soccorso e il rischio concreto di raggiro
Una telefonata nel primo pomeriggio, la voce agitata di un presunto medico del pronto soccorso di Varese e l’annuncio choc: «Sua figlia è ricoverata in gravi condizioni, in isolamento per un virus simile al Covid». Così è iniziato l’incubo vissuto dai genitori anziani della nostra lettrice Barbara, che ha deciso di raccontare quanto accaduto a Varese per mettere in guardia altri cittadini da un nuovo tentativo di truffa telefonica ai danni di persone fragili.
Il racconto: «Mia madre, in lacrime, voleva correre in ospedale»
Erano circa le 14 di oggi quando la madre di Barbara, 85 anni, ha ricevuto la telefonata sul numero fisso di casa. Dall’altra parte della linea, un uomo che si è presentato come medico ha comunicato che la figlia era stata ricoverata in ospedale e che nessuno poteva andare a trovarla, vista la gravità della situazione e l’isolamento dovuto al presunto virus.
La donna, comprensibilmente sconvolta, ha insistito per avere maggiori informazioni. L’interlocutore ha quindi detto che ci sarebbe stata una seconda telefonata, e che un incaricato sarebbe potuto passare direttamente a casa.
La pronta reazione del nipote ha sventato la truffa
Fortunatamente, in casa con i genitori era presente anche il nipote, che ha immediatamente contattato Barbara sul luogo di lavoro. La donna stava bene e ha potuto rassicurare subito i suoi genitori: si trattava di un raggiro.
«Crediamo che lo scopo fosse arrivare a una richiesta di denaro – scrive Barbara – e siamo riusciti a intervenire in tempo prima che la truffa andasse a segno».
La vicenda è stata segnalata alle forze dell’ordine, ma trattandosi di una chiamata da numero privato, le possibilità di risalire ai responsabili sono molto basse.
Un appello ai familiari: «Sensibilizzate i vostri cari»
«Ho deciso di raccontare pubblicamente questo episodio – spiega Barbara – perché possa servire da monito ad altri. Le chiamate sono molto realistiche, i truffatori utilizzano nomi e cognomi veri. I miei genitori, già provati da problemi di salute, hanno vissuto momenti di grande ansia e malessere».
L’appello è rivolto a figli, nipoti e parenti: parlate con i vostri anziani, preparateli alla possibilità di ricevere telefonate simili e invitateli a non fornire mai informazioni né aprire la porta a sconosciuti.
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