Transizione 5.0, Ferrara: “Incentivi tardivi, torniamo al credito d’imposta per le PMI”
Il deputato del MoVimento 5 Stelle critica duramente il decreto legge 2758 e chiede al Governo di ripristinare gli strumenti della Transizione 4.0 per sostenere le aziende varesine
«Il decreto sulla Transizione 5.0 certifica un fallimento politico e industriale che sta penalizzando anche il nostro territorio». È un attacco frontale quello lanciato da Antonio Ferrara, deputato del MoVimento 5 Stelle, che interviene duramente sulla gestione degli incentivi alle imprese durante la discussione in Aula sul decreto legge 2758. Al centro della polemica c’è l’incertezza generata dalla chiusura anticipata dei fondi, un tema che colpisce direttamente il cuore produttivo della provincia di Varese.
Un colpo al cuore della manifattura varesina
Secondo il deputato pentastellato, lo strumento della Transizione 5.0 si è rivelato tardivo e troppo burocratico, incapace di sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura del Varesotto. «Qui parliamo di aziende metalmeccaniche, tessili, chimiche e della meccanica di precisione che vivono di investimenti continui in innovazione – sottolinea Ferrara –. A queste realtà servono strumenti semplici e affidabili, non incentivi che si bloccano improvvisamente». Il riferimento è alla comunicazione governativa di novembre 2025, che ha sancito l’esaurimento delle risorse con due mesi di anticipo, lasciando inutilizzati circa 2,5 miliardi di euro.
L’appello: tornare alla Transizione 4.0
Per uscire da quella che Ferrara definisce una fase di incertezza e sfiducia, aggravata dal rallentamento della produzione industriale, il parlamentare ha presentato un Ordine del giorno a sua firma. La richiesta è chiara: ripristinare il modello della Transizione 4.0, basato sul credito d’imposta. «Era uno strumento semplice, automatico e universalistico – ricorda il deputato –. Non a caso è stato quello con il maggior utilizzo effettivo da parte delle imprese, capace di sostenere concretamente gli investimenti delle PMI».
Stop agli slogan, servono regole chiare
Il paradosso, secondo Ferrara, è che il Governo avrebbe smantellato un sistema funzionante per poi tentare di tornare sui propri passi con l’iperammortamento, ma solo dopo aver creato confusione nel mercato. «Le imprese varesine non hanno bisogno di annunci o slogan, ma di stabilità, regole chiare e politiche industriali serie» – ha concluso Antonio Ferrara, deputato del MoVimento 5 Stelle – ribadendo il proprio impegno in Parlamento per riportare al centro della discussione strumenti di agevolazione automatica e di facile accesso per gli imprenditori locali.
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