Cinema, le associazioni di categoria contrariate: “Sbilanciato il taglio alla produzione di opere italiane”
Le associazioni di categoria criticano l'incremento del "tax credit" per gli stranieri
Le realtà che rappresentano il cuore creativo del cinema italiano si compattano di fronte alle nuove strategie di finanziamento pubblico. L’Associazione Compositori Musica per Film (ACMF) è entrata nel coordinamento che riunisce le sigle del comparto autoriale in ambito audiovisivo e cinematografico, rafforzando un fronte comune che vede schierate anche 100autori, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI. Il gruppo ha partecipato all’incontro convocato dalla senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato alla Cultura, alla presenza del direttore generale Giorgio Carlo Brugnoni, per discutere le linee guida del prossimo decreto di ripartizione del Fondo Cinema.
Nonostante il tavolo di confronto, le associazioni esprimono un fermo dissenso rispetto alle modalità con cui il Governo intende gestire «la riduzione di 80 milioni di euro apportata al fondo di sviluppo». La critica principale riguarda uno sbilanciamento giudicato iniquo: i tagli colpiscono i contributi selettivi e le linee di finanziamento per la produzione e distribuzione di opere nazionali, mentre si registra un incremento della quota dedicata al tax credit per l’attrazione di produzioni straniere in Italia.
Secondo gli autori, questa impostazione penalizza la capacità del sistema Paese di generare contenuti originali. Le sigle hanno dichiarato: «Si considera sbilanciato e iniquo il taglio che non riguarda solo i contributi selettivi al Cinema, ma anche tutte le linee di finanziamento per la produzione e distribuzione di opere italiane, a fronte del contemporaneo annuncio invece di un sostanziale incremento della quota dedicata al tax credit per l’attrazione di produzioni straniere in Italia». La richiesta urgente rivolta alla politica è quella di un intervento tempestivo per riequilibrare le risorse, proteggendo le fasi delicate della scrittura e dello sviluppo, fondamentali per le opere più complesse.
Il coordinamento ribadisce la necessità di rimettere al centro la difesa della creatività italiana come unico strumento per garantire la qualità del prodotto finale e la libertà narrativa per il pubblico. Gli autori hanno sottolineato come la loro posizione sia «in linea con i principi più volte rivendicati dalle associazioni di autrici ed autori circa l’importanza di rimettere al centro del discorso la difesa della creatività nazionale, condizione imprescindibile a garantire la qualità delle opere, e la tutela del diritto degli spettatori a fruire di una narrazione libera e plurale».
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