Il weekend di Filosofarti: Edoardo Lombardo Vallauri, Vito Mancuso, arte e musica
Un fine settimana molto ricco tra Gallarate, Busto, Cardano al Campo, con diversi appuntamenti
Inizia a Cardano al Campo il fine settimana del fitto calendario di Filosofarti: il 21 febbraio al Cubo di via Verdi 13 la lezione magistrale di Edoardo Lombardo Vallauri, reduce dal tour di presentazione del suo lavoro in Giappone. Docente di Linguistica presso l’Università Roma Tr, oltre al suo lavoro scientifico, è divulgatore a stampa, radiofonico, televisivo. Per Einaudi ha pubblicato Ancora bigotti. Gli italiani e la morale sessuale (2020) e Le guerre per la lingua. Piegare l’italiano per darsi ragione (2024): il suo interesse lo porta infatti a riflettere su come ci esprimiamo nel tempo del politicamente corretto, tema appunto della sua relazione che lo vede posizionarsi lontano dalla visione di Vera Gheno, che sarà a Saronno nelle settimane successive sempre nel Festival.
La domenica 22 febbraio è tutta all’insegna dell’arte: da quella della Associazione 3A a Cajello di Gallarate – ore 11 IN Piazza Diaz – a quella già famosa di Fondazione Bandera e Cristina Moregola Gallery che a Busto Arsizio in Via Costa29 alle 18.00 propongono i vernissage di Giuseppe De Giacomo, Franco Beltrametti e Pam Paolo Mazzucchelli. La galleria e Fondazione Bandera presenta infatti tre personali, ognuna quindi dedicata ad un singolo artista ma in realtà le tre mostre rappresentano un unico progetto perché gli artisti hanno spesso lavorato insieme condividendo esperienze artistiche saldamente intrecciate e anche perché ognuna delle mostre declina in modo diverso e articolato il binomio Nodo/reti.
La mostra dedicata a Franco Beltrametti intitolata “Il viaggio continua”, è anche il titolo di un suo libro. Nato nel 1937 e mancato nel ’95, è stato un artista, scrittore e poeta svizzero considerato uno dei maggiori autori svizzeri della Beat generation. Architetto di formazione attiva nel corso degli anni ’60 collaborazioni internazionali nel campo dell’architettura insegnando all’International Design Institute di Osaka e al Cal Poly di Los Angeles, portando avanti nel contempo l’interesse per la poesia, la scrittura e l’arte intrecciando relazioni con ambienti artistici internazionali. Nel campo dell’arte visiva ha avviato il progetto Arte Nanetta, una raccolta d’arte di piccole dimensioni con opere di artisti che hanno partecipato per creare un dialogo non solo tra le opere realizzate ma fra di loro proprio sul idea di creare una rete di scambio di pensiero ed esperienze artistiche.
In un video di archivio di Claudio Tettamanti il poeta Dario Villa spiega come per Beltrametti non fosse tanto importante il tipo di opera realizzata, il risultato finale a cui ogni artista è giunto ma lo scambio, la relazione che si veniva a creare all’interno del progetto.
In mostra avremo alcune sue opere, una raccolta delle opere di Arte Nanetta e una selezione di edizioni di suoi libri oltre a cataloghi di mostre tra le quali “Sempre cercando” presentata nel 1999 al Museo d’Arte di Mendrisio.
La seconda mostra della Fondazione è dedicata a Giuseppe De Giacomi, artista che ha conosciuto Beltrametti. La mostra Comunicazione umana. Metavisioni è un progetto volto ad reinterpretare una serie di ritratti di persone provenienti da epoche e contesti diversi; sono protagonisti che hanno fatto la storia nell’arte visiva, nella musica e nella scienza e che quindi con il loro lavoro sono riusciti a costruire un ponte tra ambiti diversi e tra epoche diverse. La parola Metavisioni compresa nel titolo è un riferimento alle sperimentazioni degli anni 50/60 in ambito parapsicologico volte a visualizzare immagini di origine ignota su dispositivi elettronici. Il lavoro dell’artista, le sue metavisioni sono una ripresa e una reinterpretazione, attraverso una serie di ritratti, di personaggi di cui a volte abbiamo perso memoria o dei quali non conosciamo il volto.
La mostra in galleria è dedicata a PAM Paolo Mazzuchelli, artista che ha al suo attivo una mostra nel 2021 Lac di Lugano (Museo d’arte della svizzera italiana) Il suo lavoro è una dolorosa riflessione su quello che sta accadendo nel mondo nei nostri tempi, è una visione del baratro di violenza e sofferenza in cui il mondo sta sprofondando. Il titolo della mostra “Abbiamo guardato altrove” è un riferimento all’atteggiamento umano di volgere lo sguardo anche e soprattutto quando ci sono situazioni scomode, che non vogliamo vedere e affrontare. Abbiamo guardato altrove e ci ritroviamo in un clima di instabilità, di sofferenze, di guerre e di crisi che devastano il mondo.
Ma anche la musica si afferma domenica pomeriggio presso il teatro del Popolo di Via Palestro 5 a gallarate dove alle 16.30 il Conservatorio Puccini propone ad ingresso libero un repertorio dal classico al contemporaneo, fra musica e canto, legato al tema Symphony for a better word. A seguire sarà possibile alle ore 20.00 – previa prenotazione obbligatoria entro sabato 21/02 a rocco.savoini@isfalconegallarate.it– condividere l’esperienza di una cena speciale al ristorante Saperi e Sapori dell’Istituto Falcone di Gallarate, con un menu che spazia dal nodo mediterraneo a quello nord europeo a quello veneziano e norvegese. Il prezzo molto contenuto è per facilitare l’accesso a tutti ( e. 25)
Vito Mancuso chiude il week end lungo martedì 24 febbraio alle ore 21.00 presso il Teatro delle Arti di Gallarate con la sua attesissima lezione sul tema Costruire comunità e valori. Vito Mancuso propone la costruzione di comunità fondate su relazioni autentiche, armoniose e sul dialogo, capaci di generare energia positiva per contrastare il caos sociale. Il suo approccio unisce etica, interiorità e responsabilità sociale, promuovendo una “cultura per tutti” che valorizza la solidarietà, la bellezza e il bene comune. Mancuso propone dunque un modello di convivenza in cui la crescita personale (la costruzione interiore) è strettamente legata alla qualità delle relazioni comunitarie e all’azione etica nel mondo.
Per info: www.filosofarti.it
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