“Poco da celebrare”: per il Nursind il 20 febbraio non mette al sicuro il Servizio sanitario nazionale
In occasione della Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato il segretario nazionale Andrea Bottega accusa: «Chi non doveva dimenticare, le istituzioni in primis, ha rimosso tutto»
Il 20 febbraio, Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, è più un campanello d’allarme che un’occasione di festa. A dirlo è il segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind Andrea Bottega, che in una nota parla apertamente di “poco da celebrare” e di un Servizio sanitario nazionale che “non è al sicuro”.
Secondo Nursind, a sei anni dall’istituzione della Giornata, lo spirito originario – ricordare quanto accaduto con la pandemia di Covid‑19 e il sacrificio di chi è stato in prima linea – si è svuotato: «Chi non doveva dimenticare, le istituzioni in primis, ha rimosso tutto» afferma Bottega.
A conferma della preoccupazione cita il recente richiamo dell’Oms Europa, che stima entro i prossimi quattro anni un deficit di circa un milione di operatori sanitari nel continente, segnalando un’emergenza strutturale di personale che rischia di esplodere se non si interviene con decisione.
Nel mirino del sindacato c’è anche il tanto annunciato Piano pandemico nazionale, lo strumento che dovrebbe garantire sicurezza in caso di nuove emergenze: per Nursind la “lezione non è stata appresa”, se ancora in alcune regioni mancano posti e percorsi organizzati di terapia semi‑intensiva e se la medicina del territorio, a pochi mesi dalla scadenza degli obiettivi del PNRR Salute, rimane “una pagina quasi tutta da scrivere”.
La sintesi di Bottega è amara: infermieri e ostetriche, in particolare, avrebbero raggiunto “un livello di saturazione tale da non avere più la forza di elencare tutto ciò che non va, di chiedere aiuto, di mettere in guardia dai rischi che corre tutta la sanità pubblica”. Da qui la domanda di senso sulla Giornata del 20 febbraio: “Sarebbe troppo bello celebrarla sapendo di aver messo al sicuro il nostro amato Ssn. Ma questo, forse, rimarrà solo nel libro dei sogni”. Un monito che trasforma una ricorrenza celebrativa in un’ennesima richiesta di interventi concreti per garantire futuro e sostenibilità al sistema sanitario pubblico.
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