Un euro alla volta per salvare i boschi: la sfida green che parte dal Varesotto
Dai due noci di Gattinara alla collinetta di Cantello, passando per Samarate e Badia Tedalda: la storia di “€1 per salvare i nostri boschi”, l’associazione che trasforma una microdonazione in tutela concreta del territorio
È il 2021 quando Ivano – oggi presidente dell’associazione – tornando a casa dopo una camminata con i suoi cani, decide di fare qualcosa: «Nasce così “Un euro per salvare i nostri boschi” un progetto che ha il sapore delle cose essenziali: un euro al mese per comprare e tutelare piccoli pezzi di natura», spiega.
Ospiti della trasmissione Soci All Time di Radio Materia, Nicolò Milani e Gianluigi Gelmini – tra i referenti nel Varesotto – raccontano una storia che intreccia pandemia, impegno civile e amore per il territorio.
I due noci di Gattinara: tutto è cominciato qui
Il primo obiettivo è un terreno di 500 metri quadrati a Gattinara, in Piemonte. La raccolta fondi online funziona: grazie alla piattaforma di microdonazioni Teaming – dove ciascuno contribuisce con un euro al mese – il terreno viene acquistato e i due noci salvati.
Oggi quei due alberi sono il simbolo dell’associazione. E la storia ha anche un risvolto poetico: «Quei noci che dovevano essere tagliati perché improduttivi – racconta Nicolò – adesso sono diventati produttivi. È stato qualcosa di impagabile, quasi un modo per ringraziarci».
Attorno a loro, l’area è stata arricchita con nuove essenze, lavanda, ibisco, sottobosco: un piccolo ecosistema ricostruito con pazienza.
Dal Piemonte alla Toscana, fino al Varesotto
L’esperienza non si ferma lì. L’associazione cresce “come un albero”, con nuove radici in più territori.
In Toscana, a Badia Tedalda, vengono acquisiti circa tre ettari e mezzo di terreno. A Samarate, vicino a Malpensa, un bosco viene donato all’associazione. Un altro terreno arriva a Borgosesia. E nuovi progetti sono allo studio tra il Novarese e l’Alto Varesotto, da Boca a Montegrino Valtravaglia.
Il caso di Samarate è emblematico. «Trovandosi nelle vicinanze di Malpensa, i boschi e i prati sono sotto attacco – spiega Nicolò –. Quando ci hanno proposto quel terreno non ci abbiamo pensato due volte».
Qui i volontari hanno organizzato anche una giornata ecologica, raccogliendo circa 400 chili di rifiuti accumulati in anni di abbandono.
Molti dei terreni acquisiti sono piccoli boschi isolati in mezzo a campi coltivati intensivamente. Ma anche quattro alberi possono fare la differenza.
«Immaginate un animale selvatico in un campo aperto – osserva Gianluigi –. Ha paura, è esposto. Poi trova un boschetto, quattro cespugli, due alberi dove ripararsi dalla pioggia o nascondersi. Ecco, per lui quella è un’oasi».
Il tema è quello dei corridoi ecologici, sempre più frammentati. «Se continuiamo a perdere biodiversità è perché non salvaguardiamo questi spazi. Senza biodiversità siamo tutti spacciati», aggiunge Nicolò.
Tra leggi che arretrano e coscienze che cambiano
L’associazione nasce anche in un momento storico particolare. Durante la pandemia molte realtà si sono fermate, ma altre sono nate proprio in quel periodo. «Il lockdown ci ha costretti a riflettere – raccontano –. Per qualcuno è stata una crisi, per altri un’opportunità».
Oggi, però, la sensazione è ambivalente. «Da un lato cresce la sensibilità ambientale – dice Gianluigi – dall’altro le pressioni economiche spingono in direzione opposta. Le leggi diventano meno vincolanti e il consumo di suolo avanza».
Eppure l’impegno continua, anche con poche forze. Nel Varesotto i volontari attivi sono una manciata, cinque persone. Ma attorno a loro c’è una rete più ampia, tra agronomi, avvocati e attivisti.
La sfida della collinetta di Cantello
Tra i prossimi progetti c’è la riforestazione di un’area a Cantello, lungo la linea ferroviaria Varese-Mendrisio. Una collinetta sbancata anni fa per i lavori e poi lasciata a se stessa.
L’associazione ha scritto a RFI chiedendo il permesso di intervenire. La risposta è arrivata dopo due settimane: sì, con alcune condizioni di sicurezza. «Abbiamo voluto questa bicicletta – sorridono – e adesso dobbiamo pedalare».
L’obiettivo è mettere a dimora 20-30 alberi tra marzo e aprile, coinvolgendo scuole e cittadini. Come già accaduto ad Arcisate, dove 150 bambini hanno partecipato a una piantumazione lungo la ciclopedonale.
L’emozione di un albero scortecciato
Qual è il momento che resta nel cuore? Gianluigi racconta di un sopralluogo recente: «Ho visto un albero con tracce di scortecciamento del capriolo. Ho pensato: qui c’è vita, qui abbiamo fatto la scelta giusta».
Nicolò torna invece con la memoria a Gattinara: «Quando Ivano ci ha detto che i noci avevano iniziato a dare frutti, è stata una soddisfazione enorme».
«Da soli possiamo fare ben poco – ricordano – ma se siamo in mille a donare un euro al mese, possiamo fare grandi cose».
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