Bodio Lomnago rilegge mezzo secolo di cronaca con i “Soggetti smarriti” di Gianni Spartà
Sabato 14 marzo la Sala Cafaro di Villa Puricelli ospita la presentazione dell’ultima fatica letteraria del giornalista varesino, un viaggio tra mille storie e volti che hanno segnato la storia d’Italia e del territorio
C’è un’immagine potente che apre il nuovo libro di Gianni Spartà: uno scaffale di legno che cede sotto il peso di faldoni impolverati, scaricando a terra sessantatré chili di carta. Quei fogli non sono solo documenti, ma le tessere di un mosaico che racconta cinquant’anni di vita italiana, un puzzle di memoria che l’autore ha pazientemente ricomposto in dodici mesi di lavoro.
Questo viaggio nel tempo e nella cronaca, intitolato “Soggetti Smarriti – Mille storie cadute dall’alto”, sarà il cuore dell’incontro pubblico in programma sabato 14 marzo 2026 a Bodio Lomnago. L’appuntamento è fissato per le ore 17.30 presso la Sala Cafaro di Villa Puricelli, un evento organizzato dall’Associazione Amici di Filippo nell’ambito delle attività dedicate alla cultura e all’aggregazione, con il patrocinio del Comune di Bodio Lomnago.
A dialogare con l’autore sarà la giornalista Roberta Lucato, che condurrà il pubblico tra le pieghe di un’opera definita come un giro sulle montagne russe della memoria. Il libro, edito da Pietro Macchione, non segue un ordine cronologico ma si affida a pensieri sparsi, salti in avanti e passi indietro, offrendo uno sguardo strabico ma lucido sulla realtà. Tra le oltre trecento pagine si incontrano protagonisti in carne e ossa: dal mafioso che rinnega il padre per consegnare gli assassini alla giustizia, all’attrice travolta dalle fragilità, fino al tassista di Belgrado sotto i bombardamenti. Non mancano i ritratti dei Presidenti della Repubblica e i ricordi più intimi, come quello legato a Roberto Maroni, con cui Spartà ha condiviso momenti di vita oltre la politica.
Gianni Spartà, firma storica del giornalismo professionista dal 1975 e già autore di successi come “Mister Ignis”, rivendica con questo lavoro l’importanza di un’informazione fatta con le gambe, la testa e il cuore. In un’epoca dominata dagli algoritmi, l’autore torna alle regole auree del mestiere: andare sul posto, cercare il personaggio dietro il fatto e verificare ogni singolo dettaglio, persino il numero di scalini di una terrazza. L’incontro, a ingresso libero, rappresenta un’occasione per riflettere su come il passato, con i suoi errori e i suoi splendori, continui a dialogare con un presente sempre più frammentato. Villa Puricelli si trasforma così in un salotto culturale dove la grande storia e la cronaca locale si intrecciano, restituendo dignità a quei “soggetti smarriti” che, cadendo dall’alto, hanno ancora molto da raccontare
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