“Il talento? È stare bene con se stessi e custodire i propri sogni”
L’educatore e docente dell’Insubria Piercarlo Citerio riflette sul significato del talento tra impegno, crescita e ruolo degli adulti e interverrà sabato 14 marzo durante la premiazione del contest promosso dall’Agenzia per il Lavoro Openjobmetis
Che cos’è davvero il talento? Non soltanto un’abilità fuori dal comune o una qualità che porta al successo. Per Piercarlo Citerio, educatore professionale, consulente familiare e docente all’Università dell’Insubria di Varese, il talento ha prima di tutto a che fare con il rapporto che ciascuno costruisce con se stesso.
«Talento è stare bene soprattutto con noi stessi. È tenere strette le proprie passioni, i propri sogni e desideri» spiega. Un’idea che richiama una celebre frase di Walt Disney: «Se puoi sognarlo, puoi farlo».
Secondo Citerio, uno degli aspetti fondamentali dal punto di vista psicopedagogico è trasmettere ai bambini e ai ragazzi il valore dell’impegno. «È importante insegnare ad avere coraggio e tenacia. Occorre essere consapevoli della validità del fare fatica e dell’avere costanza: ciò che si conquista ha più valore. Lo si vive in modo diverso rispetto a quanto si ottiene in modo scontato e gratuito».
Il talento, dunque, non coincide con l’idea di essere “fenomeni”. «Essere fenomeni rappresenta un’apparente conquista di potere e fama, ma si scopre sempre che c’è qualcuno più bravo di noi». Per questo, sottolinea, «i veri talenti non portano necessariamente fama e potere. Al centro di tutto non sta cosa fai, ma come lo fai».
A volte sono proprio i più giovani a trovare le parole più efficaci per spiegare questo concetto. È accaduto anche nel contest promosso dall’Agenzia per il Lavoro Openjobmetis, che ha invitato bambini delle scuole elementari e ragazzi delle medie a raccontare cosa significhi per loro il talento. Tra le riflessioni emerse ce n’è una che ha colpito particolarmente Citerio: «Il talento è un regalo che si scarta non con le mani ma con l’anima». Proprio gli elaborati dei partecipanti saranno al centro della premiazione in programma sabato 14 marzo alle 15 a Materia (Prenota qui il tuo posto).
Un passaggio che porta inevitabilmente anche al ruolo degli adulti e delle famiglie. «Ogni genitore è chiamato a trasmettere ai propri figli fiducia e sostegno – osserva -. Ti voglio bene se ottieni un buon risultato, ma ti voglio bene anche se il risultato è meno buono».
Allo stesso tempo, l’accompagnamento educativo non significa sostituirsi ai ragazzi o proteggerli da ogni difficoltà. «Il genitore non deve stare davanti a tirare né dietro a spingere, ma accanto. Non deve evitare anche le delusioni».
C’è poi un’altra competenza fondamentale da coltivare: la capacità di chiedere aiuto. «Chiedere aiuto, confrontarsi, non è da falliti ma da vincenti».
Una prospettiva che mette al centro l’unicità di ogni persona. «Ciascuno di noi – bambino, ragazzo, giovane, uomo o donna – è unico e meraviglioso».
Sabato 14 marzo queste riflessioni troveranno spazio nell’incontro aperto al pubblico a Materia, dove si terrà la premiazione del contest promosso dall’Agenzia per il Lavoro Openjobmetis. Il pomeriggio sarà animato dalle letture dell’associazione Parole in Viaggio, dalla premiazione degli elaborati finalisti e da un momento conviviale con merenda, pensato per condividere insieme il significato del talento raccontato dai più giovani.
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Materia si trova in via Confalonieri 5 Sant’Alessandro Castronno.
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