Oggetti che raccontano valori. Così nasce il nuovo cammino di Federsolidarietà Insubria
Durante l’assemblea per il rinnovo delle cariche, i nuovi consiglieri si sono presentati portando un oggetto simbolico del proprio impegno nella cooperazione sociale
«Avevo lanciato l’idea di raccontarci come gruppo nuovo dei consiglieri: portare un oggetto che potesse rappresentare noi stessi nell’impegno futuro». Con queste parole il nuovo presidente di Federsolidarietà Insubria, Maurizio Martegani, ha aperto il suo intervento nell’assemblea che ha portato al rinnovo delle cariche di Federsolidarietà Insubria.
Martegani, che raccoglie il testimone da Aldo Montalbetti, ora membro del consiglio interprovinciale, ha dato per primo l’esempio portando un libro. Dalla libreria di casa ha scelto “Umanesimo integrale” di Jacques Maritain, non tanto per il valore del volume in sé, quanto per il significato personale.
«È uno dei testi che stanno alle radici del mio percorso», ha spiegato, indicando nella riscoperta delle origini cooperative una condizione per affrontare tempi complessi senza perdere flessibilità.
Molti hanno scelto oggetti legati al proprio lavoro quotidiano. Un vaso di bosso, per esempio, è stato presentato come metafora di un materiale resistente ma lavorabile, simile alla cooperazione: solida nei valori ma capace di adattarsi. Un paio di occhiali ha rappresentato invece la necessità di uno sguardo “ecologico”, attento alle relazioni tra persone, territorio e ambiente. Altri simboli hanno richiamato direttamente l’esperienza nei servizi sociali. Un quadro realizzato da persone con disabilità ha raccontato l’importanza dell’inclusione e della creatività nel trovare soluzioni nuove. Le chiavi di casa hanno evocato il tema dell’autonomia nella disabilità adulta e il diritto a un progetto di vita. Un libro con le pagine bianche è stato scelto per indicare la volontà di scrivere insieme il prossimo capitolo della federazione.
Non sono mancati richiami al lavoro di squadra. C’è chi ha portato una corda e un moschettone da montagna richiamando l’immagine della cordata, dove si procede insieme verso una meta comune, e chi le felpe da lavoro segno di appartenenza a una comunità.
Con un uncinetto si possono fare cose straordinarie ecco perché inteso come simbolo della rete che si costruisce intrecciando fili diversi. Con i mattoncini Lego è stata costruita una composizione floreale, pezzi singoli che trovano senso solo quando vengono messi insieme. C’è chi si è presentata con un paio di sci di fondo, non passando inosservata fin dal suo ingresso a Comonext, a rappresentare la fatica e la forza di volontà di procedere passo dopo passo fino all’obiettivo.
«Se saremo saldi nelle nostre radici e nella nostra identità – ha concluso Martegani – non avremo paura di cambiare, di modificare i servizi e il nostro modo di fare le cose. Radicati nei valori, potremo permetterci di essere flessibili».
Oltre a Martegani e a Montalbetti, fanno parte del nuovo consiglio interprovinciale di Federsolidarietà Insubria i seguenti consiglieri: Francesca Piani (Tikvà), Filippo Oldrini (Solidarietà e Servizi), Elisabetta Belluschi Alberti (CSLS), Micol Dell’Oro (Ecofficine), Sofia Panfili (Il Seme), Giacomo Borghi (Solidarietà e Servizi), Consuelo Caimi (Nuova Umanità/Il Gelso), Daniela Mascheroni (Baobab/San Carlo), Debora Rigamonti (Il Melograno), Paolo Rocco Tolla (Il Mosaico), Giuseppe Di Carlo (ABAD), Elisa Viganò (Il Gabbiano), Maria Chiara Bossi (San Martino), Emanuela Colombo (Il Seme), Alessio Noli (Azalea/Auxilium) e Ivana Girardi (CSLS).
Una costellazione di cooperative: Maurizio Martegani nuovo presidente di Federsolidarietà Insubria
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