Polizia Locale di Varese, l’appello della Cisl dei Laghi: “Sicurezza degli agenti a rischio”
Cresce il malumore tra le sigle sindacali della Polizia Locale di Varese che contestano la mancanza di assunzioni e il rifiuto dell'Amministrazione di adottare nuovi strumenti di difesa per gli agenti
Si allarga il fronte della protesta sindacale contro la gestione della sicurezza a Varese. Dopo le dure critiche del SULPL, anche la CISL FP dei Laghi scende in campo contro l’Amministrazione comunale, contestando le recenti dichiarazioni dell’assessore alla Sicurezza, Raffaele Catalano, sul ruolo della Polizia Locale. Al centro della polemica non c’è solo il “no” all’adozione del dispositivo BolaWrap, ma una visione d’insieme che, secondo i sindacati, sottovaluterebbe i rischi reali corsi dagli agenti ogni giorno per le strade del capoluogo.
Lo scontro sugli strumenti di difesa
La mancata adozione di strumenti di contenimento come il Taser prima e il BolaWrap oggi è vista dai rappresentanti dei lavoratori come una precisa scelta politica che penalizza la sicurezza operativa. «Con l’ostruzionismo nell’adozione di questi dispositivi – spiegano Nunzio Praticò, Segretario Generale CISL FP dei Laghi, e Alessandro Maria Ferri, referente per la Polizia Locale – si sta di fatto decidendo di non investire sulla sicurezza operativa degli agenti, privandoli di strumenti utili a gestire situazioni complesse». Una posizione che ricalca quella espressa dal SULPL, che aveva già definito “inopportune” le parole dell’assessore.
Organico all’osso e mezzi obsoleti
Oltre alla questione tecnica, la CISL lancia l’allarme sulla sostenibilità del servizio. Con un organico definito “del tutto inadeguato” e l’ultimo concorso che risale ormai al 2021, la copertura del territorio varesino risulta sempre più difficoltosa. «Non è raro che sul territorio siano operative una o due pattuglie per turno – denunciano i sindacalisti – con evidenti ricadute sulla sicurezza dei cittadini e sulla gestione delle emergenze». A questo si aggiungerebbe un parco mezzi invecchiato e la mancanza di strumentazioni basilari per un capoluogo.
Il confronto con le realtà vicine
Un punto di forte attrito riguarda l’assenza di un sistema di fotosegnalamento a Varese, uno strumento essenziale per l’identificazione e l’attività di polizia giudiziaria. La CISL sottolinea come tale tecnologia sia già presente in realtà territoriali decisamente più piccole, citando l’esempio di Arcisate. Questa carenza, definita “difficilmente giustificabile”, viene interpretata come un segnale di disinteresse verso il potenziamento di un comando che deve gestire le criticità di una città capofila.
La richiesta di un cambio di rotta
Il messaggio inviato a Palazzo Estense è chiaro: senza investimenti e assunzioni, la sicurezza urbana è a rischio. Per i sindacati, minimizzare il ruolo della Polizia Locale mentre si negano risorse è un errore che ricade sulla collettività. «La sicurezza dei cittadini – concludono i rappresentanti della CISL FP – passa necessariamente dalla sicurezza dei lavoratori». Si attende ora di capire se l’Amministrazione aprirà un tavolo di confronto per rispondere alle richieste di chi opera quotidianamente sul campo.
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