Terra di leggende il regno delle bocce. La risacca

Non essendovi, questa settimana, manifestazioni nella zona di Varese/Verbania ecco un altro racconto d'epoca ambientato al confine fra la Francia e Monaco di Roberto Bramani Araldi

Generico 09 Mar 2026

Stava seduto lì, sulla spiaggia, in parte sabbiosa alternata a ciottoli, a Cap d’Ail, con alle spalle i semplici e deliziosi mini restaurant della zona, il mare che appariva calmo, ma celava le ombre della risacca, insidiosa per la sua propensione ad attirare verso il largo, con pensieri che sfioravano il più cupo pessimismo sul presente e futuro della sua esistenza.

Se si lasciava trasportare dall’analisi sapeva che nulla delle sue vagheggiate speranze si stava concretizzando. Il lavoro, lasciamo perdere, un lavoretto e poco più; impiegato d’ordine era e non esistevano prospettive reali di avanzamento, almeno in un prossimo futuro, l’amore sul quale aveva proiettato tante speranze si era rivelato un fallimento. Irene era il suo sogno, un orizzonte colmo di promesse e di realizzazioni, ma aveva subito un’improvvisa sterzata.

“Dobbiamo pensare – aveva detto – devo riflettere, ho bisogno di valutare”: frasi trite che facevano parte del desiderio di chiudere, di troncare, già pronunciate mille volte in situazioni analoghe, per indicare che il rapporto stava degenerando, stava imputridendo e doveva essere concluso, lo capiva perfettamente.

Come era invitante la risacca, lì di fronte, con il cielo plumbeo a collocare un altro elemento di desolazione.
Si alzò, indolente, e si avviò verso il parcheggio di Cap d’Ail per imboccare la passeggiata a mare verso la Mala, il rifugio incassato fra le rocce distante pochi chilometri lungo il mare che, in giornate grigie come quelle, riusciva a suggerire immagini sempre emozionanti, con le onde propense a infrangersi sulle barriere di scogli che costellavano il cammino, fino all’Escalier de la Solitude – come l’aveva soprannominata in una delle sue poesie -, con le grate irte di spade proiettate verso il cielo a porre a confronto la cruda realtà con le fantasie.
Il mare mugghiava contro il cammino, poi la Mala, il bar benevolo lungo la rena, il ritorno, sempre mesto, indifferente alla sua tristezza.
Era tornato al punto di partenza, si era lasciato trasportare dalle sensazioni del momento e ora prestava ascolto al ritmico canto delle piccole onde sulla riva e al brusio che sentiva di lontano, accompagnato da un leggero cozzare metallico, che riusciva a suscitare una larvata curiosità.
Si avviò in quella direzione e, nella spianata antistante, scorse un gruppetto, composto anche da alcune fanciulle, che si dedicavano al gioco della petanque.

Si avvicinò e quasi immediatamente Jacqueline lo apostrofò: “Vuoi giocare anche tu con noi?”
Stupore di Fausto che rispose: “Ma veramente non so neppure di cosa si tratti”. Jacqueline, con atteggiamento allegro e un po’ canzonatorio, si prodigò a spiegare i meccanismi del gioco, trovando immediate alleate in Claudine e Aurelie; “Vedi si gioca con tre piccole bocce metalliche di peso abbastanza consistente, si tratta di andare il più vicino possibile al boccino e naturalmente si contano i punti in funzione del numero di bocce che gli si sono avvicinate maggiormente. In gara si dovrebbe mettere un cerchio entro il quale tirare, ma noi qui giochiamo alla buona e non applichiamo queste regole, ma ci divertiamo lo stesso e le partite sono accese, perbacco”.

Fausto, titubante, provò e, imprevedibilmente, riuscì a cavarsela in modo discreto, tanto da suscitare commenti molto favorevoli e a richiedere di presentarsi nei giorni successivi per altre partite.
I suoi propositi distruttivi non erano affatto rientrati, tuttavia la petanque era riuscita a scalfire la cappa di piombo che l’aveva investito e i suoi propositi suicidi collegati alla risacca alla quale era rimasto avvinto.

Doveva ritornare ancora alla passeggiata lungo il mare, sperare che qualcosa cambiasse con Irene per tornare alla sua Escalier de la Solitude, che avrebbe potuto diventare l’Escalier vers le ciel, seulement si tu seras près moi.
Adesso c’erano anche le piccole bocce metalliche e forse un minuscolo miracolo erano riuscite a compierlo.

Roberto Bramani Araldi


PILLOLE DI BOCCE

08 febbraio 2026 – Campionato Italiano Squadre Femminile – Terza giornata

Brescia – Possaccio (VCO) 3-5 Possaccio qualificata alla fase successiva.

14 marzo 2026 – Campionato Italiano Squadre Serie A – quattordicesima giornata

Kennedy (NA) – Brescia (BS) 4-4
Flaminio (RM) – Montegrillo (PG) 5-3
Vigasio (VR) – Mosciano (TE) 6-2
Caccialanza (MI) – Sammartinese (RE) 6-2
Montesanto (MC) – Possaccio (VCO) 4-4

Classifica – Montegrillo (PG) 35 – Caccialanza (MI), Vigasio (VR) 27- Sammartinese (RE) 25 – Flaminio (RM) 19 – Kennedy (NA) 15 – Mosciano (TE), Montesanto (MC) 14 – Brescia (BS) 11 – Possaccio (VCO) 6.

21 Marzo 2026 – Ternatese – Finale individuale regionale ABCD

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Pubblicato il 15 Marzo 2026
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