Trasferta insidiosa per la Openjobmetis, Kastritis: “A Napoli per mostrare il nostro gioco”

Il coach ha anticipato la prossima gara (domenica 22 marzo ore 18.15), «Ci aspettiamo un ambiente difficile e avversari pronti a reagire per riscattarsi, oltre a volti nuovi che porteranno linfa fresca»

Openjobmetis Varese - Old Wild West Udine 59-66

La Openjobmetis Varese si prepara alla delicata trasferta di Napoli (domenica 22 marzo ore 18.15) con un carico di energia rinnovata e una crescita costante della condizione fisica dei suoi giocatori chiave. Coach Ioannis Kastritis ha fatto il punto della situazione alla vigilia del match, sottolineando come la qualità del lavoro settimanale e la tenuta mentale saranno i fattori decisivi per affrontare una squadra, quella partenopea, affamata di punti dopo una serie di risultati negativi.

«È stata una settimana solida. Soprattutto negli ultimi due giorni il nostro livello di energia è cresciuto. Come ho già detto, in questo momento la motivazione è fondamentale: non conta la quantità, ma la qualità delle azioni e del pensiero. Credo che siamo sulla strada giusta» ha esordito l’allenatore.

Alla domanda sulle condizioni di Librizzi, Kastritis ha spiegato: «Matteo sta lavorando, migliora di giorno in giorno. La cosa più importante, e l’ho detto sia a lui che a tutti gli altri, è che apprezzo quanto si impegni e quanto sia disposto a lottare e soffrire ogni giorno per tornare il prima possibile, proprio come ogni altro ragazzo del team che ha subìto un infortunio. Sta lavorando, si sente meglio ogni giorno che passa e domenica sarà sicuramente con noi in una condizione migliore rispetto alle ultime due partite».

La crescita della squadra e il lavoro dello staff

«Ovviamente lo staff tecnico sta facendo un lavoro straordinario fin dall’inizio della stagione – ha analizzato il coach -, ma onestamente noi ci limitiamo a dare il tono e a tracciare il piano. Tutto ciò che vedete, quello che chiamate “costruire”, è merito dei ragazzi e dei loro sforzi. Devono essere loro a voler seguire il piano e a eseguirlo. Lo dico ogni settimana: sono loro a costruire tutto. Il resto è normale. Anche se a volte la gente non ci crede, o noi stessi dubitiamo di noi, i risultati dimostrano che in passato si è seminato molto. Se continuiamo così, nulla potrà cambiare questa inerzia e otterremo i risultati che abbiamo in mente. Quello sarà il momento in cui sentirsi felici e orgogliosi, non solo per il risultato finale, ma per la coerenza mostrata fino alla fine. Per ora siamo orgogliosi dei ragazzi perché non hanno mai mollato; hanno sempre dato il massimo nonostante gli alti e bassi della stagione».

Pressione e obiettivi Playoff

«Onestamente, lo sai bene: non mi sentirai mai parlare di un obiettivo specifico, che sia la salvezza o i playoff – ha proseguito Kastritis -. Questo non significa che non abbiamo traguardi, ma non concordo sul fatto che non ci sia pressione. Ne abbiamo esattamente quanta ne avevamo uno o cinque mesi fa. Chi lavora qui ogni giorno sente la pressione di dover superare i propri limiti costantemente. È quello che vogliamo fare, e alla fine vedremo dove ci porterà. Forse “pressione” non è il termine esatto, ma ciò che provavamo qualche settimana fa è esattamente ciò che proviamo ora, forse con ancora più motivazione».

La sfida imminente a Napoli e il fattore mentale

«Non è mai d’aiuto affrontare un roster nuovo che ha giocato poco insieme – le parole dell’allenatore -, ma questo è un motivo in più per insistere sui nostri concetti. Dobbiamo scendere in campo e giocare come sappiamo. So che sembra noioso perché dico sempre le stesse cose, ma è così: vogliamo andare a Napoli e mostrare il nostro gioco. Sappiamo che loro vengono da diverse sconfitte e sono sotto pressione. Ci aspettiamo un ambiente difficile e avversari pronti a reagire per riscattarsi, oltre a volti nuovi che porteranno linfa fresca. Sarà una battaglia contro un’ottima squadra e dovremo essere al top, soprattutto mentalmente. Per me il fattore mentale è l’elemento numero uno: chi lo vorrà di più, vincerà la partita».

Il caso Freeman e il valore del gruppo

«I tifosi vedono solo il momento finale del successo, ma per noi è un processo quotidiano – ha spiegato Kastritis -. Io e il mio staff abbiamo fatto un lavoro profondo con tutti. Siamo orgogliosi di Alerik e dei suoi sforzi, perché ha passato momenti difficili ma non ha mai smesso di lottare. Questa prestazione è il premio per quanto fatto finora. Vale per lui come per Librizzi o per chiunque sia stato infortunato: se continuerà a lavorare così, i risultati saranno costanti o persino migliori. Dobbiamo muoverci così, collettivamente, come una squadra».

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Pubblicato il 20 Marzo 2026
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