Nasce il “Comitato Civico per la Sicurezza e la Trasparenza del Ponte” e interpella il Comune di Varese
I consiglieri Cassina, Damiani, Pace e Barel sollecitano il sindaco di Varese Davide Galimberti affinché promuova un tavolo istituzionale allargato alla cittadinanza e ai tecnici di fiducia
Il futuro e la sicurezza del ponte di Malnate superano i confini comunali per bussare alle porte di Palazzo Estense a Varese. Dopo il dibattito nel mese di aprile tra minoranza e Amministrazione malnatese all’istituzione, i consiglieri di opposizione, affiancati da un neonato comitato civico, chiedono a gran voce l’apertura di un tavolo di confronto pubblico e trasparente che riunisca enti, tecnici e residenti. L’obiettivo è fare piena luce sulle reali condizioni della storica struttura ferroviaria, inaugurata nel 1928, che unisce idealmente i due territori.
La mozione respinta e il dibattito aperto
La questione ha preso il via lo scorso aprile, quando le minoranze hanno presentato in Consiglio comunale a Malnate una mozione formale per richiedere un tavolo istituzionale di monitoraggio coordinato. La proposta è stata respinta dalla maggioranza, che ha ritenuto sufficiente l’invio di una semplice comunicazione via PEC anziché una procedura così articolata. Da quel momento, tuttavia, l’attenzione pubblica sul viadotto non è calata, alimentata dalle continue rassicurazioni sul monitoraggio da remoto e, di contro, dalle segnalazioni di caduta di calcinacci.
Le domande dei consiglieri sulla sicurezza
«Se davvero tutto va bene – l’affondo di Paola Lorenza Cassina, Consigliere comunale del Comune di Malnate e Capogruppo della Lista Civica LaCassina –, se il ponte è monitorato da remoto in modo continuo, se non emergono anomalie strutturali, allora perché continuano a verificarsi episodi di caduta di calcinacci?». I consiglieri ritengono che le dichiarazioni rassicuranti debbano essere supportate da dati accessibili e faldoni storici sugli interventi ordinari.
La lettera a Varese e il coinvolgimento dei cittadini
Proprio per via della natura condivisa dell’infrastruttura, l’opposizione ha deciso di estendere l’appello al capoluogo, scrivendo direttamente al sindaco di Varese, Davide Galimberti. «La sicurezza non si misura soltanto attraverso dichiarazioni rassicuranti – spiegano in una nota congiunta i consiglieri comunali Sandro Damiani, capogruppo di Fratelli d’Italia, Salvatore Pace, capogruppo della Lista Damiani e Mario Barel, capogruppo di Malnate Ideale –. Si costruisce anche rendendo accessibili dati, verifiche, controlli e programmi di manutenzione. Oggi la domanda è semplice: il Comune di Varese saprà raccogliere questa responsabilità e farsi promotore di un confronto vero, aperto e partecipato?».
Un comitato civico per la trasparenza
A dare ulteriore forza all’iniziativa è la nascita del “Comitato Civico per la Sicurezza e la Trasparenza del Ponte”, formato da cittadini desiderosi di comprendere i dettagli del piano di manutenzione straordinaria recentemente annunciato. Per i promotori, l’istituzione di un tavolo pubblico non deve essere vissuta come un elemento di scontro politico, bensì come un’opportunità di partecipazione democratica e trasparenza amministrativa su un’opera che si avvicina al traguardo del suo primo centenario.
IL COMUNICATO:
Ponte di Malnate: la sicurezza non si dichiara, si documenta
Se è tutto sotto controllo, perché non aprire un tavolo pubblico con enti, cittadini e tecnici?
Ad Aprile abbiamo portato in Consiglio comunale a Malnate una mozione chiara e ragionevole: chiedere al Comune di attivarsi per istituire una Conferenza dei Servizi con gli enti preposti alla tutela, al controllo e alla manutenzione del ponte ferroviario.
La risposta della Giunta è stata negativa. Secondo l’Amministrazione non era necessaria una procedura così articolata e partecipata: sarebbe stata sufficiente una semplice PEC.
Da allora, però, il dibattito pubblico non si è spento. Al contrario, si è arricchito di interviste, video, dichiarazioni e articoli che hanno ribadito la sicurezza del ponte, il monitoraggio continuo della struttura e l’assenza di criticità tali da richiedere interventi urgenti.
Parallelamente, si è tornati anche a valorizzare la dimensione storica e simbolica del viadotto, inaugurato il 5 maggio 1928 e ormai avviato verso il traguardo del centenario.
Ed è proprio qui che nasce la contraddizione che non possiamo far finta di non vedere.
Se davvero tutto va bene, se il ponte è monitorato da remoto in modo continuo, se non emergono anomalie strutturali, allora perché continuano a verificarsi episodi di caduta di calcinacci?
Se davvero non vi sono criticità tali da richiedere manutenzioni in loco, come si spiega il fatto che sia stato annunciato un piano di manutenzione straordinaria rilevante, con tempi di progettazione e realizzazione importanti?
E ancora: da quanto tempo non vengono effettuati interventi ordinari documentati e significativi sulla struttura?
Sono domande semplici, legittime, concrete. Non sono allarmismo. Non sono polemica fine a se stessa. Sono richieste di chiarezza che nascono da un dato di realtà: questo ponte non è un oggetto astratto, ma una struttura che insiste direttamente sul territorio, visibile ogni giorno ai cittadini, e rispetto alla quale la comunità ha il diritto di capire.
Per questo il tema non si è chiuso con il voto contrario alla nostra mozione. Anzi, a seguito di quanto emerso in Consiglio comunale e di quanto pubblicato dagli organi di informazione, si è attivato un comitato civico di cittadini che continua a sollecitarci affinché la questione non venga lasciata cadere.
È una richiesta di partecipazione, non di contrapposizione. È la domanda, assolutamente democratica, di poter comprendere meglio ciò che riguarda da vicino un pezzo importante del nostro territorio.
Per questo, sempre ad Aprile, abbiamo scritto al Sindaco di Varese, Davide Galimberti, in quanto il ponte interessa anche il territorio comunale varesino, chiedendo l’apertura di un confronto con gli enti preposti e la possibilità per noi, insieme ai cittadini e con il supporto di eventuali tecnici di fiducia, di sederci a un tavolo istituzionale.
Confidiamo che il Comune di Varese sappia interpretare questa richiesta non come un atto di contrapposizione, ma come un’opportunità di partecipazione democratica e di trasparenza amministrativa.
Aprire un tavolo con gli enti competenti, con i cittadini e con eventuali tecnici indipendenti non dovrebbe essere visto come un problema, ma come il modo più corretto per rafforzare la fiducia pubblica.
La sicurezza non si misura soltanto attraverso dichiarazioni rassicuranti. Si costruisce anche rendendo accessibili dati, verifiche, controlli e programmi di manutenzione.
Oggi la domanda è semplice: il Comune di Varese saprà raccogliere questa responsabilità e farsi promotore di un confronto vero, aperto e partecipato?
Noi crediamo di sì.
Per noi il punto resta uno: se davvero tutto è sotto controllo, un tavolo pubblico, documentato e trasparente non dovrebbe far paura a nessuno.
Su temi come questo servono meno formule rassicuranti e più risposte verificabili. Malnate, 29/06/26
Paola Lorenza Cassina Consigliere comunale del Comune di Malnate – Capogruppo Lista Civica LaCassina
I consiglieri e Capogruppo
Sandro Damiani Fratelli d’Italia
Salvatore Pace Lista Damiani
Mario Barel Malnate Ideale
con l’adesione del “Comitato Civico per la Sicurezza e la Trasparenza del Ponte” costituitosi a sostegno della presente iniziativa.
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