Sicurezza e decoro sulla ciclabile della Valcuvia, il sindaco di Brenta: ““Manutenzione ai singoli Comuni”

Il primo cittadino Gianpietro Ballardin interviene sul tema della sicurezza stradale e lancia un'idea alla Comunità Montana per ripartire fondi e competenze sui tratti da Luino a Laveno Mombello

Valcuvia, la ciclabile avanza

Con l’arrivo della bella stagione e l’aumento dei frequentatori sulle piste ciclabili dell’alto Varesotto, si riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione dei percorsi che collegano il territorio. A sollevare la questione è il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, che analizza la delicata convivenza tra pedoni, ciclisti e monopattini, avanzando contestualmente una proposta concreta alla Comunità Montana delle Valli del Verbano per migliorare la manutenzione e il decoro dei tratti viari, in particolare lungo il tracciato che collegherà Luino a Laveno Mombello.

Regole e buonsenso sulla pista

La frequentazione dei percorsi ciclopedonali da parte di anziani, bambini, turisti e proprietari di cani, soprattutto in zone come la Valcuvia, mette in luce una convivenza a volte complessa. Secondo il primo cittadino, il rispetto delle regole e l’uso del buonsenso da entrambe le parti sono fondamentali per prevenire incidenti. Se da un lato i pedoni dovrebbero evitare di occupare l’intera corsia intralciando il passaggio, dall’altro i ciclisti sono chiamati a moderare la velocità e a utilizzare i dispositivi di segnalazione acustica.

«Le regole vanno rispettate – la riflessione di Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta – sia da parte dei ciclisti che dei pedoni mettendo in atto piccole regole di attenzione tenendo conto gli uni della presenza degli altri». Il sindaco richiama inoltre l’attenzione sul piano normativo e penale: «Un ciclista che investe un pedone in area pedonale – ricorda Ballardin – può essere accusato di lesioni colpose, soprattutto se procedeva a velocità eccessiva». Resta poi il nodo dei monopattini elettrici, la cui circolazione è vietata sulle piste ciclopedonali e consentita solo sulle strade urbane.

La sfida della manutenzione e del decoro

Accanto al tema della sicurezza stradale, si pone il problema della cura dei chilometri che compongono l’itinerario. Lo stato del manto stradale, la presenza di radici sporgenti, il taglio dell’erba e la pulizia sono elementi decisivi per l’attrattività turistica del territorio. Interventi costanti e piccoli accorgimenti, come l’installazione di panchine e cestini, richiedono investimenti economici significativi ma necessari per l’immagine delle valli.

«I costi di manutenzione sono oggi sicuramente rilevanti – spiega Ballardin – ma ancora di più lo è la capacità di una costante attenzione e cura che si riflette sull’immagine di un territorio che vuole, attraverso questa importante dotazione, incidere sulla condizione di attrattività turistica».

Una proposta ai Comuni e alla Comunità Montana

Per superare le criticità legate alla gestione dei lunghi tratti di pista, dal comune di Brenta arriva un suggerimento operativo indirizzato direttamente all’ente montano, finalizzato a responsabilizzare le singole amministrazioni locali attraversate dal percorso.

«La proposta che io faccio alla Comunità Montana delle Valli del Verbano – conclude il sindaco di Brenta – è quella di dare ad ogni singolo comune l’incarico di mantenere e pulire il tratto di territorio attraversato con la distribuzione delle necessarie risorse messe a bilancio per far fronte ai costi di cura e manutenzione». L’obiettivo è stimolare una sana competizione tra le realtà comunali, valorizzando il tracciato anche attraverso una cartellonistica dedicata alle bellezze locali.

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Pubblicato il 08 Giugno 2026
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