Stemma di Vergiate e titolo di Città: è scontro tra la Giunta e l’opposizione
"Vergiate 2030" attacca la Giunta sulla revisione grafica dello stemma comunale inviata a Roma per la formalizzazione
Non trova pace la vicenda legata al riconoscimento ufficiale dello stemma di Vergiate. A riaprire il dibattito è Romano Balzarini, consigliere comunale del gruppo di minoranza “Vergiate 2030”, che boccia la proposta di restyling presentata dall’Amministrazione comunale nell’iter di approvazione dell’emblema civico presso le autorità centrali.
A monte del restyling c’è la recente elevazione formale di Vergiate al titolo di Città, passaggio che comporta la variazione della corona sormontante lo scudo. Tuttavia, secondo il rappresentante dell’opposizione, la Giunta avrebbe approfittato dell’adeguamento formale per modificare gli elementi storici del blasone invece di limitarsi a meri ritocchi di dettaglio.
Dai rifiuti araldici del 1931 alla versione del dopoguerraLa complessa storia araldica vergiatese risale al 1931, quando la prima richiesta inviata dal Podestà venne respinta dalla Commissione Araldica. Successivamente, nel secondo dopoguerra, venne introdotta l’iconografia rimasta nell’uso comune: il gallo zampettante sulla pista d’atterraggio dell’aeroporto, collocata di fronte alle colline vergiatesi. Un bozzetto che, pur essendo diventato simbolo del paese, non ha mai ottenuto la concessione formale tramite decreto del Presidente della Repubblica.
Le critiche alla nuova grafica e alla ricostruzione storicaNel mirino del capogruppo di “Vergiate 2030” c’è il nuovo disegno grafico proposto a Roma dall’esecutivo guidato dal sindaco Daniele Parrino: La modifica del paesaggio: l’eliminazione dello sfondo con le colline e della pista aerea in favore di un profilo più essenziale viene considerata da Balzarini penalizzante per le specificità identitarie locali.
La memoria industriale e delle infrastrutture: la relazione storico-araldica allegata alla delibera omissioni sul ruolo dello stabilimento SIAI-Marchetti (insediatosi nel 1938) e sull’arrivo della prima autostrada nel 1925. Le frazioni tradizionali: l’opposizione contesta la mancata valorizzazione grafica delle quattro “castellanze” storiche (Cimbro, Corgeno, Cuirone e Sesona) e la scelta di puntare al titolo di Città. Tutta la vicenda si inserisce in un dibattito politico che riguarda sia il profilo storico-culturale del Comune, sia la rappresentazione delle istanze dei residenti delle varie frazioni.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Fabrizio Tamborini su Più verde e meno cemento contro il calore: il nuovo PGT prepara Varese alle sfide del clima
principe.rosso su Fontana al Corriere torna a parlare della necessità di un cambio di passo nella Lega
principe.rosso su Sicurezza a Gallarate, Dall’Igna replica ai gruppi di Vannacci: “La campagna elettorale è già iniziata”
Felice su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
principe.rosso su Il governo sospende Schengen, a Malpensa scattano i controlli sui voli dalla Spagna
Felice su Il vero pericolo non è il bosco. È chi lo abbandona










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.